Il Fatto Quotidiano: “Soldi, ma come sono opache le primarie”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 Dicembre 2013 13:21 | Ultimo aggiornamento: 5 Dicembre 2013 13:21
Il Fatto Quotidiano: "Soldi, ma come sono opache le primarie"

Il Fatto Quotidiano: “Soldi, ma come sono opache le primarie”

ROMA – Ma come sono opache queste primarie, scrive il Fatto Quotidiano citando Ugo Sposetti, l’ex tesoriere dei Ds che accusa: “C’è un’informazione di regime. Possibile che nessuno si chieda quanto spende Civati, il web costa, e quanto spende Renzi?” Il tetto è di 200 mila euro, scrive Wanda Marra,  ma per ora è praticamente impossibile capire quanto abbiano effettivamente speso i vari concorrenti.

Ecco l’articolo:

Le primarie non sono ancora chiuse e quindi ognuno di loro è legittimato a fornire cifre a spanne, pronto a giurare di essere pienamente nei limiti richiesti. Dice Alberto Bianchi, presidente della Fondazione Big Bang, da sempre delegato a far quadrare i conti del Sindaco di Firenze: “Abbiamo speso circa 85 mila euro, prevediamo di spenderne circa altri 25. Il Teatro Olimpico a Roma è costato 5 mila euro. A mia conoscenza su Repubblica non è apparsa nessuna propaganda elettorale. È apparsa la notizia di un incontro con Renzi, che è cosa ben diversa da un annuncio di sostegno o di propaganda”.

E le iniziative in giro per l’Italia, a partire da Bari? I renziani garantiscono che tutto questo è pagato dai comitati locali e che comunque non si supererà il tetto di spesa. Duri anche i civatiani: “Non accettiamo lezioni di trasparenza da chi sostiene un candidato che non sta rendicontando agli elettori quanto raccoglie e come lo spende. Gianni Cuperlo è l’unico dei tre candidati a non aver reso queste informazioni disponibili on line”, dice Paolo Cosseddu, campaign manager per Civati. “La cifra raccolta da noi è pubblicata online sul sito civati. it e attualmente si aggira attorno ai 90. 000 euro”. In campo scende anche la tesoriera del comitato Cuperlo, Donata Lenzi: “Non so quanto abbiamo speso, alla fine tireremo le somme”.

La polemica è di quelle destinate a tornare. Nel degttaglio chi ha finanziato le primarie dell’anno scorso di Renzi? Nel dettaglio non si sa. E la rendicontazione delle spese sostenute da Bersani per la sua corsa contro Renzi? Gli ultimi capitoli di spesa non sono mai stati resi noti. Cosa ne è stato del “tesoretto”, i 6 milioni ricavati dalle consultazioni dall’anno scorso? Ufficialmente non si sa come siano stati utilizzati. C’è poi il tallone d’Achille del Rottamatore, dal punto di vista dei soldi: la Leopolda. Dice Bianchi che costerà intorno agli 85 mila euro, ma che non fa parte della campagna congressuale, e quindi non fa cifra per il tetto. Motivazione discutibile. E comunque, chi la finanzia? Lo scopriremo solo nella prossima primavera. Sono gli ultimi fuochi polemici di una campagna che si avvia alla conclusione. E intanto Matteo Renzi continua a ricevere endorsement dei più variegati. Da Pippo Baudo a Max Giusti, arrivando a Belen Rodriguez, che la mette così: “È il più bello tra i tre candidati alle primarie del Pd. Il suo accento fiorentino mi diverte molto, mi piace fisicamente, ha dei begli occhi chiari”. E dunque, per chi voterà alle primarie? “Non saprei, mi devo informare”. Rischi che si corrono.