Il Fatto: Scajola, casa pagata il doppio… a sua insaputa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Novembre 2013 7:30 | Ultimo aggiornamento: 26 Novembre 2013 20:46
Il Fatto: Scajola, casa pagata il doppio... a sua insaputaIl Fatto: Scajola, casa pagata il doppio... a sua insaputa

La casa regalata da Diego Anemone a Claudio Scajola in via dei Fagutale, vista Colosseo (LaPresse)

ROMA – Pagata il doppio a sua insaputa: è la casa in via del Fagutale, vista sul Colosseo, regalata dall’imprenditore Diego Anemone all’ex ministro Claudio Scajola, secondo quanto scrive Valerio Cattano sul Fatto Quotidiano

“La sentenza sull’acquisto della casa con vista Colosseo da parte dell’ex ministro Claudio Scajola – il processo riguarda il finanziamento illecito a un singolo parlamentare – è slittata a gennaio 2014, ma dell’abitazione di via Fagutale si parla pure in questi giorni.

Scajola in quell’appartamento non vive più e in una fase del dibattimento alla fine di settembre ha dichiarato di averla messa in vendita. Il quotidiano Il Tempo è tornato sulla discordanza di cifre riguardo alla compravendita: il rogito riporta 610 mila euro, le sorelle Papa, proprietarie in origine, avrebbero ricevuto 1,7 milioni; infine, il quotidiano ha commissionato una valutazione a una agenzia specializzata, secondo cui nel 2004 l’appartamento con vista Colosseo aveva un valore di 980 mila euro.

L’imprenditore Diego Anemone, con assegni versati dall’architetto Zampolini, si sarebbe prodigato per l’acquisto in favore di Scajola, pagando però quasi 700 mila euro in più rispetto al valore dell’immobile. Alle sorelle Papa infatti sono stati versati i 610 mila euro dell’ex ministro, ottenuti con un mutuo della banca San Paolo;

900 mila euro consegnati in assegni della Deutche Bank da Zampolini al momento della firma del rogito, e lo stesso Zampolini avrebbe pagato 200 mila euro in contanti, al momento della stipula del contratto preliminare.

Durante le fasi del processo dinanzi al giudice monocratico l’ex ministro Scajola ha confermato la sua versione dei fatti: non aver mai discusso direttamente il prezzo con le proprietarie: “Quell’appartamento mi fu proposto da Angelo Balducci, che conoscevo da tempi del Giubileo quando egli era commissario straordinario. Mi disse che costava 700 mila euro, ed era stato opzionato da Diego Anemone il quale però era disposto a cederlo. Contattai quindi Anemone e mi disse che era disposto a cederlo e che avrebbe potuto fare i lavori di ristrutturazione che erano necessari: per quei lavori, pagati in contanti, ho speso circa 60 mila euro”.

E ancora: “Il giorno del rogito, organizzato per mia comodità in una sala riunioni del ministero, ho salutato i presenti, ascoltato, firmato il rogito e versato la somme alle signore Papa. Quindi sono andato via a proseguire il mio lavoro di ministro. Se è successo qualcosa prima o dopo il rogito io non lo posso sapere”. I pm Roberto Felici e Ilaria Calò però sono di diverso avviso: Anemone avrebbe pagato tramite Angelo Zampolini una parte della somma versata da Scajola per acquistare la casa”.