Il Giornale: “Cala la pressione fiscale. Però le tasse aumentano”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Dicembre 2013 10:34 | Ultimo aggiornamento: 8 Dicembre 2013 10:35
saccomanni

Saccomanni (LaPresse)

ROMA – Lo studio della Cgia di Mestre: gli italiani pagheranno 6 miliardi di nuove imposte. E il titolare dell’Economia esulta per la diminuzione del peso tributario dello 0,1%.

Scrive Antonio Signorini sul Giornale:

Bene, bravi. Ma niente bis sulla spesa pubblica. Il presi­dente della Commissione Ue Manuel Barroso è arrivato in Ita­lia per assistere alla prima della Scala. Ma, per quanto il politico portoghese sia considerato più filo italiano rispetto a Olli Rehn, non ha lasciato spiragli al gover­no italiano, a caccia di sconti da Bruxelles. E ha sposato in pieno la linea del «ministro» europeo dell’Economia: niente sconti sul deficit, impegni sul debito da rispettare.

Il tutto mentre in Italia arrivano simulazioni e stu­di che conferma­no come tutte le tensioni sui con­ti pubblici si tra­ducano in mag­gi­ore pressione fi­scale. Nel 2014, ha certificato la Cgia di Mestre, la pressione fiscale diminuirà dello 0,1%, ma nono­stante ciò, gli ita­liani pagheran­no quasi 6,1 mi­liardi di euro di nuove tasse. Ap­parentemente «un paradosso», ha segnalato la Cgia, ma «visti i dati presenta­ti il 29 ottobre scorso dal mini­stro Saccomanni nell’audizio­ne tenutasi presso le Commis­sioni riunite di Camera e Sena­to, le cose andranno proprio in questo modo, a meno che il Par­lamento non le modifichi in se­de di approvazione del disegno di legge sulla Stabilità».

Il fatto è che la pressione fisca­le, al 44,2%, considera sia i con­tributi previdenziali sia il fisco. «Se la diminuzione della pres­sione contributiva interesserà solo gli occupati, l’aumento di quella tributaria – segnala il se­gretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – ricadrà su tutti i cit­tadini, penalizzando soprattut­to i pensionati e coloro che non lavorano. Purtroppo, questi ul­timi non potranno beneficiare della contrazione del carico contributivo». Le entrate tribu­tarie rispetto a quest’anno, au­menteranno di 17 miliardi di eu­ro. In gran parte per effetto del previsto aumento del Pil, ma ci sono anche gli aumenti di tasse che sono, per l’appunto, intor­no ai sei miliardi. Di questi, più della metà da imputare all’au­mento dell’Iva scattato nell’ot­tobre scorso (…)