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Il Giornale: “Rai in calo e scelte discutibili. Unica certezza? Il canone”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 Dicembre 2014 10:53 | Ultimo aggiornamento: 25 Dicembre 2014 10:53
Il Giornale: "Rai in calo e scelte discutibili. Unica certezza? Il canone"

Il Giornale: “Rai in calo e scelte discutibili. Unica certezza? Il canone”

ROMA – Il Giornale di Paolo Berlusconi, fratello di Silvio, attacca il 2014 della Rai. “Il 2014 della Rai? – scrive Carola Parisi – Molte le scadenze, i progetti, le promesse e gli annunci che si sono tradotti nel nulla cosmico. Un’unica certezza: il canone da pagare”.

L’articolo di Carola Parisi: “E mentre la dirigenza della tv di stato da mesi gioca a chi è più renziano (facendo un rapido “cambio di stagione” rispetto al passato), sulle reti del servizio pubblico va in scena lo psicodramma dello share. Ascolti in calo, spazi pubblicitari (anche in prima serata) svenduti e scelte editoriali discutibili. Insomma, di tutto, di più”. Gli ormai stranoti 150 milioni di euro di ‘prelievo forzoso’ imposto alla Rai dal governo Renzi con il decreto Irpef (quello degli 80 euro in busta paga, per capirci), sono diventati un vero e proprio tormentone. Hanno spaccato il Cda che, scosso da una ventata “rivoluzionaria”, ha deciso di fare ricorso contro i diktat dello Stato (per la prima volta nella storia di viale Mazzini), e, soprattutto, sono stati il cavallo di battaglia delle continue proteste dei dipendenti della televisione pubblica (…)

Riduzione del canone? Solo parole, parole, parole scrive Carola Parisi: Si pagherà di meno e per fasce di reddito, così ridurremo l’evasione. E invece niente. Riformiamo la tassa più odiata dagli italiani e mettiamola nelle bollette della luce. No, no, come non detto: “troppi problemi tecnici”. Insomma, tante promesse, molti proclami per lasciare tutto com’era: l’importo del canone Rai per il 2015 rimane invariato (…)

Altro che servizio pubblico, ironizza Carola Parisi: che Roberto Benigni sia una certezza in termini di ascolti è fin troppo scontato. Che le due serate speciali de “I 10 comandamenti” in prime time su Rai Uno abbiano fatto salire la rete ammiraglia nel paradiso dell’Auditel, è fuori dubbio. Come è sicuro che mentre viale Mazzini si godeva il successo di pubblico, la società di proprietà del comico toscano e della moglie (produttrice unica di tutti gli spettacoli venduti alla tv di stato) ingrassava i suoi bilanci a vista d’occhio. Lo spettacolo c’è stato ed un timido vagito di servizio pubblico si è udito in tutto il Paese.

Chi invece ha festeggiato meno in casa Rai, da mesi scivolato nel purgatorio dell’Auditel, è Massimo Giannini. Un Ballarò che, proprio grazie all’intervista con Benigni nella serata d’esordio, aveva portato a casa il record stagionale (2,5 milioni di audience e share dell’11,76 per cento), sprofonda settimana dopo settimana nell’inferno degli ascolti: 4,31 per cento, il punto più basso della stagione. Ed anche il resto della Rete (Rai Tre) non se la passa affatto bene.

E tra un seno che si scopre accidentalmente ed una bestemmia che “non doveva andare in onda”, il carrozzone della televisione pubblica va avanti. Da segnalare la nuova frontiera dei famosissimi plastici di Bruno Vespa a Porta a Porta che quest’anno si trasforma addirittura in reality show: su la manica della camicia e vaccino in diretta tv (…)