Il Giornale: “Renzi è a caccia di soldi e prepara già il condono”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 12 Maggio 2014 11:15 | Ultimo aggiornamento: 12 Maggio 2014 11:16
Il Giornale: "Renzi è a caccia di soldi e prepara già il condono"

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – Per far rientrare i capitali italiani all’estero sconto sulle sanzioni e scudo parziale sui reati penali connessi. L’idea era di Letta, anche se ufficialmente piovono smentite.

Scrive Gian Maria De Francesco sul Giornale:

Matteo Renzi è sempre molto lesto nell’affer­mare che «la palude non ci fermerà». Alla prova dei fatti, in quelle acque limacciose il presidente del Consiglio ha di­mostrato di saper sguazzare molto bene. E infatti – il decreto lavoro ne è un esempio – i com­promessi stile Prima Repubbli­ca stanno diventando un po’ la cifra del suo esecutivo. C’è anche un’altra remini­scenza di quei tempi che, però, potrebbe tornare a galla. Si trat­ta del vecchio «condono». Sì, proprio quella cosa che se la fa un governo di centrodestra, tut­ti si scandalizzano e gridano al­le istituzioni calpestate e ai con­tribuenti onesti defraudati, ma che se la fa un governo di centro­sinistra a trazione Pd, è un altro paio di maniche. La storia vale la pena di essere raccontata sin dall’inizio.Il peri­clitante governo Letta alla fine dello scorso gennaio emanò un decreto contenente la cosiddet­ta voluntary disclosure , cioè l’autodenuncia dei beni mobili e immobili detenuti all’estero senza esser dichiarati nel qua­dro RW del 730. La formulazio­ne originaria prevedeva il versa­mento totale dell’imposta, uno sconto fino ai due terzi delle san­zioni (che in alcuni casi posso­no arrivare al 100% dell’impo­sta stessa) e una copertura par­ziale sui profili penali connessi, in particolare sui reati di omes­sa dichiarazione e frode fiscale.

Il decreto,però,apriva all’intro­duzione di una nuova fattispe­cie: l’autoriciclaggio, cioè il re­impiego delle proprie somme «nascoste» al fisco. Sin dall’inizio fu subito chia­ro che la voluntary disclosure dif­ficilmente avrebbe potuto rag­giungere il proprio obiettivo, cioè riportare nei patri confini circa 400 miliardi di capitali de­tenuti per lo più in Svizzera. E co­sì Renzi, nel frattempo succedu­to a Letta, pensò bene di stralcia­re la norma dal decreto e affidar­la sotto forma di ddl alla com­missione Finanze della Came­ra. In sede di presentazione del­l’­agenda di governo e di illustra­zione delle priorità del Def, si evidenziò che il target di gettito previsto era di almeno 1,5 mi­liardi. Il provvedimento, attual­mente all’esame del Comitato ristretto, dovrebbe vedere la lu­ce dopo le Europee quando ini­zierà la discussione e si spera di approvare la legge per settem­bre.

Secondo quanto emerso, le principali modifiche sono due: aumenta lo sconto sulle sanzio­ni (solo il 10% del totale) e si estende la sanatoria anche al «nero» accumulato in Italia. I passi avanti sullo «scudo» pena­le sarebbero invece modesti perché il Pd, maggioranza alla Camera, ha il giustizialismo nel dna. «Anche così la voluntary di­sclosure non ha senso – spiega­no fonti parlamentari vicine al dossier- e, infatti, stanno già co­minciando a sensibilizzare i se­natori per modificare il testo in seconda lettura». Il bonus per le sanzioni, infatti, non cancella la mazzata sulle imposte (molto gravose se i beni sono «fuori» da più anni)e quindi l’unica conve­nienza è solo quella di evitare di incappare nelle grinfie del­l’Agenzia delle Entrate visto che la Svizzera ha di recente si­glato l’accordo Ocse sullo scam­bio di informazioni (…)