Il Giornale: “Renzi sbaglia la prima mossa e Grillo lo mette al tappeto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Dicembre 2013 9:55 | Ultimo aggiornamento: 16 Dicembre 2013 9:56

renzi grilloROMA – All’assemblea del Pd, Matteo Renzi lancia la sfida: “Fai con noi le riforme e restituiamo i rimborsi”. Ma Beppe Grillo lo umilia: “Caccia tutta la grana e andiamo a votare”.

Scrive Stefano Filippi sul Giornale:

(…) Questo il guan­to lanciato dal rotta­matore ieri davanti al­l’assemblea naziona­le del partito: «Te lo di­co io, Beppe Grillo, fir­ma qua. Hai 160 parla­mentari d­ecisivi per fa­re le cose su cui 8 milio­ni di italiani ti hanno votato. Via il Senato, tagli alle regioni, nuo­va legge elettorale: tu appoggi il nostro pro­gramma e noi restitu­iamo subito i rimborsi elettorali. Il Paese aspetta le riforme. Se ci stai, si fa. Se non ci stai, sei un chiacchie­rone. L’espressione “buffone”vale per te».

Su queste parole Renzi ha incassato l’applauso più fragoroso dei mille delegati Pd. Era questa la «sorpresina» annunciata alla vigilia. Non un tentativo di compaginare una maggioranza diversa da quella che sostiene il governo di Enri­co Letta, ma una sfida, un corpo a corpo con l’ex comico. Il qua­le in serata ha replicato esiben­do tutta la sua eleganza: «Ren­zie aveva annunciato una “sor­presina”. C’è stata invece solo una scoreggina», ha scritto sul blog. «Caccia la grana, Renzie, e cacciala tutta, non solo la se­conda rata, anche la prima». Ma Grillo sbatte la porta in fac­cia a Renzi anche sulla legge elettorale: «Si sciolga questo Parlamento delegittimato e si voti con il Mattarellum. Sarà il prossimo Parlamento a fare la nuova legge elettorale» (…)

Queste sono le priorità. E la legge elettorale? I tagli ai costi della politica? Renzi li liquida come «tecnicismi utili», «buoni esempi», che non fanno rispar­miare grandi somme. Dal sinda­co di Firenze non arrivano ricet­te, soltanto l’indicazione di un sistema che difenda il bipolari­smo perché «le larghe intese so­no un’eccezione». «Diamo la massima disponibilità a tutte le forze politiche per trovare le so­luzioni. Ma entro gennaio o la Camera approva una riforma oppure la politica perde la fac­cia ». Se Renzi si illudeva di ap­provare la legge con i voti di Gril­lo, la faccia l’ha già persa lui.

Un nemico è comunque indi­viduato: la stampa. Avversario condiviso con Enrico Letta, che nel suo saluto all’assemblea Pd si è lagnato di come viene rac­contata l’azione del governo ag­giungendo: «Dai giornali devo­no sparire i retroscena dei rap­porti tra me e Matteo, perché tutto dev’essere trasparente». Renzi rincara: è vergognoso che il fondo per l’editoria (che in realtà è un ammortizzatore sociale) sia sei volte il fondo per la famiglia. «Le banche devono uscire dall’editoria e dai luoghi dove hanno cercato di governa­re il Paese». È un attacco a tutti i giornali tranne uno, Repubbli­ca , che sta dalla parte di Renzi. E conta sui soldi versati da Sil­vio Berlusconi al gruppo che fa capo a Carlo De Benedetti.