Il Giornale: Repubblica arruola Formigoni. Da mascalzone a guru anti Berlusconi

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Ottobre 2013 12:31 | Ultimo aggiornamento: 23 Ottobre 2013 12:32
formigoni

Formigoni (LaPresse)

ROMA – “Repubblica arruola Formigoni. Da mascalzone a guru anti Cav”, questo il titolo dell’articolo a firma di Fabrizio de Feo sulle pagine del Giornale in edicola mercoledì 23 ottobre:

“Memoria corta, variabi­le, strumentale. E l’applica­zione del consueto principio che contro Berlusconi ogni «capriola» (giornalistica) va­le. Nel giorno in cui il Corriere della Sera , dopo una lunga as­senza, pubblica un lungo bot­ta e risposta tra Aldo Cazzul­lo e Gianfranco Fini, su Re­pubblica compare un’intervi­sta a Roberto Formigoni. Posizionata nel taglio bas­so della pagi­na – non a ca­so sotto Enri­co Letta che proietta il proprio go­verno alme­no fino al 2015- il dialo­go con il Cele­ste invia un segnale e un messaggio preciso: «Se arriverà la de­cadenza di Berlusconi non faremo gesti contro il governo». E se dovesse prevalere la linea dei «lea­listi »? «Noi lenostre scelte le abbiamo fatte il 2 ottobre.

Nei prossimi gior­ni presenteremo un docu­mento che è la nostra piatta­forma politica » . È un film già visto quello che viene proiettato sulle pa­gine del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Una sor­ta di mini-replay, uno sche­ma classico, una pillola del trattamento standard riserva­to dalla stampa vicina al cen­trosinistra al «momentanea­mente utile» esponente del centrodestra, con la scelta del «politico-taxi» a cui con­cedere un passaggio per un tratto per poi scaricarlo, sen­za neppure curarsi di frenare un po’. Come il grande caso di seduzione e di abbandono capitato a Gianfranco Fini ben dimostra.

Da vecchio animale della politica forse se ne sarà reso conto lo stesso Formigoni che si sarà chiesto se il grafi­co impazzito della considera­zione di Repubblica nei suoi confronti non abbia un anda­mento un po’ curioso e so­spetto. D’altra parte la casistica del duello Formigoni­ Repub­blica è sterminata e decisa­mente scoppiettante. Basta scorrere agenzie,tweet e di­chiarazioni dell’ex governa­tore lombardo per dipingere il quadro di un rapporto non proprio idilliaco. (…)

«La chiami Repubblica», la risposta del giornalista. Un rapporto che talvolta ha regalato qualche soddisfazio­ne all’ex governatore: «Sei degli otto migliori ospedali italia­ni sono lom­bardi, parola di Repubbli­ca . Vera eccel­lenza ». Ma che è anche sfociato nel surreale quan­do repubblica. it pubblicò una foto che documenta­va una ter­ribi­le caduta di sti­le del Celeste e lo inchioda­va al reato di «utilizzo del calzino bian­co ». Un affon­do difficile da digerire per, chi come lui, non nascon­de il proprio narcisismo. E rivendica la cura di ogni detta­glio nella quotidiana costruzio­ne del suo look «dandy-pop».”