Rassegna stampa. Il Giornale: “Sallusti in galera. I delinquenti fuori”. Borse, giù la Spagna

Pubblicato il 27 settembre 2012 9:30 | Ultimo aggiornamento: 27 settembre 2012 9:31
La prima pagina de Il Corriere della Sera 27-9-12

Il Corriere della Sera 27-9-12

Lo spread torna a mordere. Il Corriere della Sera: “La Spagna spaventa i mercati: Borse giù, Milano meno 3,3%”. Sallusti condannato a 14 mesi di carcere ma la pena è sospesa. Articolo di Fabrizio Caccia:

” Il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, è durissimo: «Condanna sconvolgente, in questo momento siamo tutti Sallusti…». «Un’intimidazione a mezzo sentenza», gli fa eco Enzo Iacopino, presidente del Consiglio dell’Ordine dei giornalisti. Spazi bianchi sulle prime pagine, chiede la Fnsi, «come segno tangibile di protesta». In effetti, la botta è stata durissima. La notizia che il direttore del «Giornale», Alessandro Sallusti, aspettava da giorni con ansia è arrivata ieri a metà pomeriggio. Condanna confermata: 14 mesi di carcere per il reato di diffamazione, senza condizionale”.

La Spagna fa tremare Borse e spread. Scrive Fabrizio Massaro:

“Dalle crisi di Spagna e Grecia, passando per le polemiche interne alla Ue sulla vigilanza bancaria e sull’uso del fondo salva Stati, sono stati diversi i fronti che ieri hanno incendiato le Borse, facendo precipitare i mercati anche del 4% come non si vedeva da tempo. La peggiore è stata Madrid, -3,92%, seguita da Milano a -3,29%, e poi da Parigi, Francoforte e Londra, tutte in negativo. Complessivamente le Borse hanno bruciato 133 miliardi e gli spread sono tornati a salire, quello italiano a 375, quello spagnolo a 460. Analogamente, nell’asta dei Bot a sei mesi di ieri il rendimento ha sì continuato la discesa ma meno delle attese, a 1,5% (da 1,58%). Anche la Germania ne ha risentito, con un’asta di Bund che ha raccolto 3,2 miliardi contro i 4 stimati grazie soprattutto agli acquisti della Bundesbank”.

Gli appelli del Colle non piegano ancora le resistenze del Pdl. La nota politica di Massimo Franco:

“La legge rimane tuttora in bilico. Le resistenze che continuano a manifestarsi sull’approvazione del provvedimento contro la corruzione segnalano un irrigidimento del Pdl, bersagliato per lo scandalo alla regione Lazio. Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, prova a ricordare che «è l’Europa a chiederci un grosso impegno di lotta contro la corruzione». Ma non è scontato che basti questo monito: al punto che i leader del Pd e dell’Udc, Pier Luigi Bersani e Pier Ferdinando Casini, suggeriscono a Mario Monti di porre la questione di fiducia per rendere chiare le responsabilità”. 

Le Regioni: tagliamo 300 eletti E il governo prepara la stretta. Articolo di Roberto Bagnoli:

“Lo scandalo della Regione Lazio, con le spese folli dell’ex capogruppo pdl Franco Fiorito, mette le ali a urgenti interventi per limitare le competenze dei governatori. Il ministro della Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi nel corso di una audizione alla Camera ha anticipato in questo senso che il governo è «orientato a presentare un disegno di legge anche costituzionale in grado di rivedere alcune parti del Titolo V». Patroni Griffi si è detto molto critico verso i poteri che le Regioni hanno su energia, trasporti e infrastrutture in genere. E siccome la paura fa novanta, ecco che la conferenza delle Regioni si è attivata per una «autoriforma» che si limiti a tagliare i costi della politica”.

La prima pagina de La Repubblica 27-9-12

La Repubblica 27-9-12

La Repubblica: “La Spagna affossa i mercati”. La Cassazione conferma la condanna ora Sallusti rischia il carcere “Ha pubblicato una notizia falsa”. Articolo di Elsa Vinci:

“Condanna al carcere per il direttore de “Il Giornale”, scoppia la polemica sulla libertà di stampa. «La notizia era falsa», afferma la Corte di Cassazione, che ha confermato 14 mesi di reclusione per diffamazione aggravata ad Alessandro Sallusti, che potrebbe finire in cella. Ma non subito. La procura della Repubblica di Milano ha sospeso per trenta giorni l’esecuzione della pena ormai definitiva. «Non ci sono recidive», spiega il capo, Bruti Liberati. Nonostante la sospensione, la prospettiva delle sbarre per un giornalista provoca reazioni indignate, l’Ordine grida allo «scandalo», la Federazione della stampa sollecita «spazi bianchi in prima pagina come segno tangibile della protesta» e valuta uno sciopero. L’Alta corte di Strasburgo si era espressa chiaramente sulla libertà di cronaca escludendo ogni ricorso a forme di reclusione. E infatti il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, «segue il caso e si riserva di acquisire tutti gli elementi di valutazione». Lo fa anche il premier Mario Monti. E il ministro della Giustizia, Paola Severino, è per «una veloce approvazione dei disegni di legge che prevedono la sola pena pecuniaria ». Come nella gran parte delle legislazioni europee”.

Atene, la protesta torna in piazza ma negli occhi dei lavoratori c’è un anno in più di sacrifici. L’inchiesta di Adriano Sofri:

“La notizia che ha fatto il giro del mondo è che ad Atene ci sono stati violenti scontri fra dimostranti e agenti antisommossa e devastazioni. Le fotografie che hanno fatto il giro del mondo mostrano per lo più le fiammate delle bottiglie molotov lanciate contro la polizia. Nessuna fotografia è “bella” come quella in cui le fiamme, e sembrano ingoiare le persone. Siccome le fiamme che divampano dallo stoppaccio di una bottiglia si assomigliano come, per così dire, gocce d’acqua, scoprirete facilmente su Google che le fotografie dello sciopero generale greco dell’ottobre dell’anno scorso sono pressoché identiche alle fotografie di ieri. Anche le facce delle persone (e gli striscioni e le parole d’ordine) si assomigliano abbastanza, ma non altrettanto, e le loro fotografie, se sono meno “belle” del fuoco, sanno dire che cosa è passato loro addosso in un anno”.

Bufera anche sul Comune di Roma maxitangente da 150 mila per i bus. Scrive Maria Elena Vincenzi:

“Centocinquantamila euro per favorire un appalto. Una mazzetta che finisce dritta dritta nelle tasche di Riccardo Mancini, amministratore delegato di Eur Spa, società del Tesoro e del Comune di Roma che si occupa della gestione del quartiere congressuale della Capitale, e, soprattutto, fedelissimo del sindaco Alemanno. La storia, raccontata nel decreto con cui la procura di Roma ieri ha disposto le perquisizioni, inizia nel 2008: Roma Metropolitane, partecipata del Comune, assegna un appalto da 38 milioni e 950mila euro a un’ati (associazione temporanea di imprese) composta da diverse società, la De Sanctis Costruzioni, la Monaco Spa, la Cieg Engineering e la Atm di Milano, per costruire la linea filobus della Laurentina, periferia sud della città”.

La prima pagina de Il Giornale 27-9-12

Il Giornale 27-9-12

Il Giornale: “Sallusti in galera. I delinquenti fuori”. In Italia più che gli euro mancano le palle. Editoriale di Alessandro Sallusti:

“Fa un certo effetto sapere di dover andare in carcere. Ma non è questo il problema, non il mio. In un Paese dove più che gli euro mancano le palle, non voglio concedere nessuna via d’uscita a chi ha partecipato a questa porcata. Non ho accettato trattative private con un magistrato (il querelante) che era disponibile a lasciarmi libero in cambio di un pugno di euro, prassi squallida e umiliante più per lui, custode di giustizia, che per me. Non accetto ora di evitare la cella chiedendo la pena alternativa dell’affidamento ai servizi sociali per sottopormi a un piano di rieducazione. Perché sono certo che mio padre e mia madre, gli unici titolati a educarmi, abbiano fatto un lavoro più che discreto e oggi, che purtroppo non ci sono più, sarebbero orgogliosi di me e di loro.
E ancora. Non chiederò la grazia a Napolitano perché, detto con rispetto, nel suo settennato nulla ha fatto di serio e concreto per arginare quella magistratura politicizzata che con odio e bava alla bocca si è scagliata contro chiunque passasse dalle parti del centrodestra e che ora, dopo avere ripassato i politici, vuole fare pulizia anche nei giornali non allineati alle loro tesi”.

Il Fatto Quotidiano: “Sorpresa la Polverini si dimette solo in Tv”. Sentenza vintage. Editoriale di Marco Travaglio:

“Un giorno un vecchio giudice della Corte d’Assise di Torino aprì il processo a un imputato di omicidio con queste parole: “Fate entrare l’assassino”. Naturalmente la difesa lo ricusò all’istante e il processo ripartì davanti a un altro presidente. Purtroppo la Corte costituzionale non è ricusabile, anche perché non ne esiste un’altra che possa prenderne il posto. Altrimenti la Procura di Palermo avrebbe tutti i motivi per ricusarla, con tutto quel che è accaduto dal 15 luglio, quando Napolitano ebbe la bella pensata di farsi un decreto per sollevare conflitto di attribuzioni contro i pm che avevano osato intercettare Mancino senza prevedere che avrebbe parlato con lui. Da allora chiunque non sia in malafede ha capito benissimo che la Procura ha applicato la legge e il conflitto non sta né in cielo né in terra, ma per carità di patria la Consulta troverà il modo di dar ragione a Napolitano, o almeno di non dargli torto”.

Il giudice ferma l’Ilva. Articolo di Francesco Casula:

“L’attività produttiva nell’Ilva di Taranto potrà riprendere solo dopo “l’effettivo ripristino della legalità violata” e in “condizioni di assoluta sicurezza per la salute della popolazione locale, dei lavoratori e dell’ambiente”. Per il giudice per le indagini preliminari Patrizia Todisco “la richiesta di continuare l’attività produttiva – la cui devastante dannosità e pericolosità è stata riconosciuta, con parole chiare e forti, dallo stesso Tribunale del riesame – al fine di affrontare gli impegni finanziari necessari per gli interventi di risanamento aziendale ed ambientale a cui l’Ilva non può sottrarsi, appare a dir poco sconcertante”.

La Spagna spaventa le Borse. La Stampa: “L’Europa perde 133 miliardi. Monti: contro la crisi serve più unione”. Le brevi illusioni dei mercati. Editoriale di Mario Deaglio:

“Con l’arrivo, il 23 di settembre, dell’autunno astronomico, è finita non solo l’estate dei comuni mortali ma anche l’estate dei mercati finanziari. L’indice Ftse Mib della Borsa di Milano è passato dalla quota 16 mila di venerdì alla quota 15.400 di ieri, una perdita prossima al 4 per cento in 3 giorni lavorativi che mette la parola fine all’eccezionale recupero di agosto e della prima metà di settembre. Naturalmente non si tratta di un fenomeno solo italiano, da Tokyo a New York, passando per l’Europa, i listini sono, pressoché dappertutto, seccamente in ritirata. Milano si trova così in buona compagnia: ieri le perdite di Francoforte e Parigi hanno superato il 2 per cento e le Borse americane sono in trincea”.

Borse, giù la Spagna. Il Messaggero: “Milano -3,2% e vola lo spread. Monti: peggiore crisi per la Ue”. Prendere tempo non basta. Editoriale di Marco Fortis:

“La difficile e contraddittoria situazione della Spagna, con la Catalogna che minaccia la secessione e l’Andalusia che chiede aiuti al governo centrale, unitamente al terzo sciopero generale in Grecia, hanno gettato nuove ombre sui mercati, che ieri hanno reagito con un forte calo dei listini, in particolare a Madrid e Milano, e tensioni sugli spread che non vedevamo da diverse settimane”.

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