Il Giornale: “Vanessa Marzullo e Greta Ramelli restituiscano il riscatto”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Gennaio 2015 13:53 | Ultimo aggiornamento: 19 Gennaio 2015 13:53
Il Giornale: "Vanessa Marzullo e Greta Ramelli restituiscano il riscatto"

Vanessa Marzullo e Greta Ramelli

ROMA – “Vanessa Marzullo e Greta Ramelli restituiscano il riscatto”: lo chiedono in molti, secondo quanto scrive Anna Maria Greco sul Giornale. In particolare lo chiederebbero diversi magistrati, che citano il codice civile sul risarcimento per fatto illecito a sostegno della propria tesi. Al centro del dibattito il presunto riscatto, forse di dodici milioni di euro, pagato dallo Stato per liberare le due giovani cooperanti italiane rapite in Siria.

Scrive Il Giornale:

“C’è chi ricorda tre Paesi dei più avanzati dove si chiede l’indennizzo: sono Svizzera, Germania e Giappone. Se in Italia questo non è previsto, per un magistrato si potrebbe applicare l’articolo 2043 del codice civile, sul Risarcimento per fatto illecito, che recita così: «Qualunque fatto doloso o colposo che cagiona ad altri un danno ingiusto, obbliga colui che ha commesso il fatto a risarcire il danno».

Quale sarebbe l’atto illecito? Basta il fatto, risponde una toga, di non avere avvertito del viaggio in zona di dichiarato rischio, fregandosene dei divieti e delle raccomandazioni delle autorità. Questo è un fatto «non lecito», assicura un magistrato piuttosto bellicoso. Che poi si chiede se, in questo caso, le «Signorine» avevano un‘assicurazione che copre i loro sventati spostamenti nella missione «fai da te». Quanto sarà stato il riscatto, 12-15 milioni? Il ragionamento va avanti con esempi: se il gattino di un tale va sull’albero, i vigili del fuoco lo riprendono e poi mandano giustamente la fattura. Se uno si arrampica sulla ferrata in montagna, magari in ciabatte, il Soccorso alpino lo salva e poi chiede il codice fiscale. A Berna, a Berlino e a Tokio si comportano così per gli ostaggi che non sono mandati in zona di guerra dallo Stato o da organizzazioni internazionali, ma rischiano troppo da soli.

Qualcuno tra i magistrati ragiona sulla possibilità di applicare, invece, l’articolo 2041 del codice civile. Quello su «Azione generale di arricchimento» che obbliga «chi, senza una giusta causa, si è arricchito a danno di un’altra persona» a versare un indennizzo parametrato. Ma sarebbe una forzatura, ammettono i giuristi. Ci vorrebbe una legge ad hoc.

E poi: nel caso di Vanessa e Greta, che nel video hanno espressamente chiesto di essere salvate, il salvataggio della vita o la tutela dell’incolumità personale si può inquadrare nell’azione di arricchimento, che ha piuttosto carattere patrimoniale? Certo, la vita vale più del patrimonio.

La questione giuridica, insomma, è complessa. Ma calzante sembra un parallelo: perché lo Stato blocca i beni alle famiglie delle vittime di sequestro da parte di terroristi «interni» e non prende una chiara posizione su quelli «esterni», facendo intervenire i Servizi?

Sembra una disparità di trattamento lampante, mentre il riscatto è sempre lo stesso e alimenta il mercato del sequestro e il terrorismo stesso. Insomma, le armi che poi fanno molte altre vittime vengono pagate con quei soldi già all’origine sporchi di sangue. Qualcuno cita il caso della giornalista Giuliana Sgrena, costato non solo denaro ma la vita un funzionario dello Stato (…)”.