Rassegna Stampa

“Il trucco del concorso per docenti”: Carlo Di Goggia sul Fatto quotidiano

"Il trucco del concorso per docenti": Carlo Di Goggia sul Fatto quotidiano

“Il trucco del concorso per docenti”: Carlo Di Goggia sul Fatto quotidiano

ROMA – Anche nel concorso per docenti “c’è il trucco”. Carlo Di Goggia su il Fatto quotidiano riporta la denuncia di Gianluca Vacca, deputato del Movimento 5 stelle, che a gennaio ricevette una lettera con i nomi dei professori risultati vincitori. Nomi che il Miur ha pubblicato però solo nei primi giorni di febbraio e di cui 37 idonei su 40 coincidono con i nomi “in anteprima” consegnati al deputato M5s.

Di Goggia spiega sul Fatto quotidiano:

“Diffondere in anticipo i risultati sembra ormai essere una consuetudine nelle commissioni per l’abilitazione universitaria, in violazione del segreto d’ufficio. Dopo le rivelazioni del Fatto sul settore di Storia Antica, dove i nomi degli abilitati erano stati spediti al ministero mesi prima che fossero resi pubblici, anche in Diritto costituzionale gli aspirati docenti hanno saputo prima della pubblicazione di aver conseguito l’idoneità. Informazioni in possesso dei soli commissari. Cosa che fa sospettare che la selezione sia stata pilotata”.

 

I sospetti prendono forma dalla denuncia di Gianluca Vacca di M5s, che in una raccomandata ha ricevuto i nomi di 40 candidati, di cui 37 poi effettivamente idonei:

“Tra questi risulta anche l’assistente di studio del giudice della Corte costituzionale, Giuliano Amato. Un’idoneità che ha scatenato le ire di molti candidati bocciati. La missiva è datata 17 gennaio, ma i risultati sono stati pubblicati dal ministero solo due giorni fa”.

E questo non sarebbe il primo scandalo per il diritto costituzionale, che già in altre occasioni era finito al centro di discussioni:

“Nel 2008 il concorso nazionale per i costituzionalisti è finito nel mirino della Procura di Bari e della Guardia di Finanza, che ha denunciato – con l’accusa di associazione per delinquere, corruzione, falso e truffa – ben 38 docenti universitari, tra i quali i 5 saggi nominati a suo tempo dal premier Enrico Letta per riformare la Costituzione. Una cupola avrebbe infatti pilotato i concorsi in diversi atenei”.

A niente è servito il nuovo meccanismo di reclutamento voluto da Maria Stella Gelmini e basato sull’abilitazione nazionale, spiega Di Goggia:

“Ma, anche in questo caso, un collegio fantasma avrebbe operato al fianco della commissione nazionale (5 membri) prevista dal nuovo meccanismo. Tutto denunciato a suo tempo dal commissario esterno (proveniente dai paesi Ocse), Francisco Balaguer Callejon, professore di Diritto costituzionale all’Università di Granada. I criteri adottati sarebbero stati di volta in volta cambiati, modifiche di cui Balaguer veniva informato solo al momento di doverle ratificare, e a cui si è opposto inutilmente. A luglio del 2013, si è dimesso denunciando tutto in una lettera alla comunità accademica, già sconvolta dalle inchieste giudiziarie”.

E con l’arrivo dei risultati delle proroghe, che hanno riguardato tutta la prima tornata di assegnazioni di cattedere dal 2011, tornano i sospetti di irregolarità, scrive Di Goggia:

“Ad oggi, mancano ancora i risultati di numerosi settori. L’onorevole Vacca di M5S depositerà nei prossimi giorni un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Istruzione, per verificare il rispetto dei tempi massimi previsti dal bando. Tempi che secondo i deputati non sarebbero stati rispettati. Se fosse confermato l’intera selezione sarebbe a rischio”.

To Top