Imu 2013, come cambierà? I sindaci: “Così non possiamo garantire i servizi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Giugno 2013 10:51 | Ultimo aggiornamento: 16 Giugno 2013 15:20
Imu, come cambierà? I sindaci: "Così non possiamo garantire i servizi"

Imu, come cambierà? I sindaci: “Così non possiamo garantire i servizi”

ROMA – Imu 2013: sulla prima casa è sospesa, la tassa sugli altri immobili va pagata entro il 17 giugno. Ma come verrà rimodulata l’imposta? Cosa deciderà di fare il governo Letta? E’ proprio su questi dubbi che i sindaci si arrovellano: non possono fare i bilanci di previsione e non possono garantire i servizi. Questo almeno lamentano, ecco cosa spiega Luisa Grion su La Repubblica:

La decisione di stoppare il pagamento della prima rata Imu sulla prima casa – presa dal primo Consiglio dei ministri del governo Letta – in teoria, non dovrebbe avere effetti immediati sui bilanci delle giunte. La norma prevede infatti che l’emergenza liquidità possa essere evitata grazie alle anticipazioni di cassa a carico dello Stato. «Ma la questione non è così chiara come sembra – commenta Alessandro Cosimi, sindaco di Livorno e coordinatore di tutte le Anci regionali – perché si tratta di prestiti sui quali andremo a pagare degli interessi e questi interessi non sono ancora stati definiti. Anche se a parole ci è stato promesso che a farsene carico sarà l’amministrazione centrale, noi oggi non abbiamo in mano niente di definitivo ». I comuni, aggiunge, «ora hanno entrate incerte, perché non sanno quanto potranno incassare da Imu e Tarsu, ma uscite certissime, visto che devono pagare personale e contratti di servizio». E questo «spostare in là le entrate e tenere in piedi i conti con gli anticipi» commenta, «crea una pericolosa disaffezione dei contribuenti».

Certo, l’incertezza, dicono all’Anci, ha un costo pesante, perché l’85 per cento dei comuni non ha potuto varare il bilancio di previsione, ma non è questa l’unica preoccupazione a mettere in ansia i sindaci e le giunte. «In attesa di capire che strada prenderà la nuova tassazione sulla casa, dobbiamo fare i conti con l’ennesima spending review » precisa Alessandro Cattaneo, sindaco di Pavia e presidente facente funzioni dell’associazione dei comunida quando Graziano Delrio è stato nominato ministro. «Il governo Monti ci ha lasciato in eredità altri 2,25 miliardi di tagli da effettuare entro il 2013. Un’altra, inaccettabile riduzione del 10 per cento imposta dall’alto da uno Stato che non è riuscito a tagliare lo 0,5 per cento della sua spesa per scongiurare l’aumento dell’Iva». «Negli ultimi cinque anni i comuni hanno dato al risanamento nazionale qualcosa come 15 miliardi dieuro – precisa – mi sembra impossibile che, su un bilancio statale di 800 miliardi, non si riescano a trovare poche risorse, visto che l’Imu sulla prima casa vale 4 miliardi e l’intero gettito dell’imposta ne vale 24».