Indesit alla Whirlpool, Francesca Merloni: “Non lascio tutto agli americani”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 13 Luglio 2014 11:17 | Ultimo aggiornamento: 13 Luglio 2014 11:17
Indesit alla Whirlpool, Francesca Merloni: "Non lascio tutto agli americani"

Indesit alla Whirlpool, Francesca Merloni: “Non lascio tutto agli americani”

MILANO – Francesca Merloni, nipote di Vittorio, non ha accettato l’offerta di Whirlpool per Indesit Company. Si tratta di un gesto simbolico, per dare un segnale al territorio a cui è legata. Nessuna polemica, la primogenita di Francesco Merloni vuole solo dare una testimonianza di fiducia nel gruppo e nelle sue persone e insieme a loro ripartire per un nuovo inizio.

Intervistata da Repubblica la Merloni spiega:

“Semplicemente non mi sono sentita di tagliare il cordone ombelicale con un’azienda che per la mia famiglia significa molto e per il territorio ancora di più. Premetto che di Indesit ho una piccola quota, mentre resto un socio importante di Ariston Thermo di cui sono anche un amministratore. Ma mio nonno Aristide ci ha insegnato che fare impresa è un lavoro collettivo, e io voglio restare vicina a Fabriano e alle persone che vi lavorano. Questa è una comunità speciale, lo scorso anno durante gli scioperi mi ha colpito una protesta degli operai che indossavano una maglietta con stampata su una foto di mio zio, con scritto Vittorio ci manchi sei uno di noi. E io voglio esserci…”.

Ma Whirlpool ha già comprato il controllo e a un certo punto potrebbe fondere la società italiana con quella americana costringendola a vendere comunque le sue azioni…

“Allora vorrà dire che reinvestirò su dei progetti per il territorio. Mi hanno insegnato che fare l’imprenditore è soprattutto questo, e che la creazione di valore sta nel capitale umano. Da sempre mettiamo cura e attenzione nel fare dei prodotti che sembrano gioielli, la gente li compra perché sono dei piccoli capolavori. Mio nonno reinvestiva tutto in azienda e ci ricordava che un giorno avremmo ereditato molto più che dei capannoni. Quando da bambina andavo in fabbrica con mio padre gli operai mi chiamavano per nome, ed era una cosa naturale”.

Secondo lei in cosa ha sbagliato Indesit e come mai siamo arrivati a questo punto?

“E una bella domanda è non c’è una risposta univoca. C’è stata una concomitanza di fattori tra cui la dura crisi degli ultimi anni e la malattia di mio zio Vittorio hanno avuto un ruolo determinante per portare la famiglia a maturare questa decisione. Ma siccome la Indesit è stata un po’ anche la nostra famiglia, e ci hanno insegnato che stare insieme è il modo per combattere le avversità, io vorrei rimanere vicina all’azienda per vederla ripartire più forte che mai”.