Investimenti, accelera la ripresa. Rossella Bocciarelli, Il Sole 24 Ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 agosto 2015 12:38 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2015 12:38
Investimenti, accelera la ripresa. Rossella Bocciarelli, Il Sole 24 Ore

Investimenti, accelera la ripresa. Rossella Bocciarelli, Il Sole 24 Ore

ROMA – “Il governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco – scrive Rossella Bocciarelli del Sole 24 Ore – ne ha parlato spesso: per rendere più solida la ripresa economica è essenziale un recupero degli investimenti, privati e pubblici, in Italia e in Europa. Adesso scende in campo anche il Centro Studi della Confindustria, con un’approfondita analisi su cause e conseguenze di una caduta molto forte dalla quale solo ora si sta cominciando lentamente a risalire”.

L’articolo del Sole 24 Ore: Spiega infatti l’economista Fabrizio Traù in una nota del Csc che tra il 2007 e il 2014 gli investimenti fissi lordi si sono contratti in Italia del 30% e la loro quota sul prodotto interno lordo è scesa dal 21,6% al 16,9 per cento.
Non è successo solo nel nostro Paese. Ed è vero che anche in Italia ora stanno emergendo dei segni di recupero. Sennonché, rileva lo studio, questi segnali di ripartenza sono ancora modesti e c’è in ogni caso una netta discontinuità con comportamenti di spesa per investimenti che erano normali prima della grande crisi. L’estensore del rapporto ricorda che questo tipo di fenomeni ha generato preoccupazione in tutte le maggiori organizzazioni internazionali. Queste hanno stilato molte analisi sulla bassa accumulazione di capitale che, invariabilmente, si concludono con esortazioni ai governi affinché promuovano gli investimenti: direttamente, con più spesa in infrastrutture e indirettamente, con incentivi e agevolazioni.
Perché Fondo monetario, Ocse e Banca d’Italia sono preoccupate? Perché gli investimenti, afferma la nota di Confindustria, non sono solo una componente della domanda ma costituiscono anche la principale fonte d’incremento della produttività, per il loro carattere strategico di potenziamento infrastrutturale. Dunque, si osserva, «il ritardo accumulato nell’adeguamento della dotazione di beni capitali difficilmente sarà senza conseguenze sul ritmo della crescita futura e quindi sugli stessi investimenti a venire». Ma quali sono le forze che frenano la scelta di investire? Il Csc le elenca: «Alta incertezza e aspettative di basso aumento della domanda, maggiori difficoltà a ottenere finanziamenti, alta capacità produttiva inutilizzata, ristrettezze dei bilanci pubblici e, in Italia, redditività ai minimi storici» (…).