Isis, la cellula italiana dei 7 siriani

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Dicembre 2015 9:15 | Ultimo aggiornamento: 1 Dicembre 2015 9:15
L'articolo di Sara Menafra del Messaggero

L’articolo di Sara Menafra del Messaggero

ROMA – Bloccati tra Roma, Bergamo e Treviso, i sette siriani arrestati lo scorso 17 novembre in tre aeroporti diversi, Bergamo (Orio al Serio), Roma Ciampino e Treviso, facevano parte di un unico gruppo, un’unica cellula. Tutti e sette provenienti dalla Siria, tutti e sette in partenza dall’Italia e allo stesso modo tutti e sette decisi ad arrivare a Malta nelle stesse ore. Tutti e sette provenienti dall’Austria e arrivati in Europa attraverso la rotta balcanica. L’inchiesta è di Sara Menafra del Messaggero. 

(…) I maggiori sospetti, ovviamente, riguardano il fermato a Bergamo accusato di essere membro dell’Isis (il primo in Italia). Alali Alhussein Ahrad Faowaz, trent’anni, è in stato di arresto con l’accusa di terrorismo internazionale e arruolamento. Anche lui doveva partire in direzione Malta, due settimane fa e si era rivolto al medesimo mediatore somalo che ha aiutato gli altri cinque. Era accompagnato da un ragazzo, Alari Amza, 19 anni, che è stato invece completamente scagionato e rilasciato dopo qualche giorno. Ad inchiodare Faowaz all’accusa di terrorismo internazionale è stato il fatto che avesse sul cellulare una sua foto, un ”selfie”, con la divisa dell’Isis. Lui si è giustificato spiegando che a Raqqa, in Iraq, arruolarsi è l’unico modo per lavorare, ma nel corso dell’interrogatorio di garanzia si è contraddetto più volte. Ha detto di essere stato frustato prima di scappare, ma sul corpo non ha cicatrici e non ha saputo spiegare come mai nella capitale irachena dell’Isis sia rimasta la moglie incinta (esposta alla vendetta contro i disertori). Sullo sfondo, resta il ruolo della capitale maltese, La Valletta (…).