Isis minaccia Roma: allarme jihadisti a Centocelle, Magliana e Tiburtina

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 settembre 2014 11:24 | Ultimo aggiornamento: 17 febbraio 2015 9:13
Isis minaccia Roma: allarme jihadisti a Centocelle, Magliana e Tiburtina

Isis minaccia Roma: allarme jihadisti a Centocelle, Magliana e Tiburtina

ROMA – I jihadisti dell’Isis minacciano Roma e l’allerta sarebbe scattata già da luglio. Le zone della capitale finite nel mirino degli investigatori dell’antiterrorismo sono Centocelle, Tor Bella Monaca, la Magliana e la stazione Tiburtina. In particolare vengono controllati gli Imam itineranti, che arrivano da altri Paesi a caccia di fondi e nuovi aspiranti jihadisti. Davide Gambardella e Alessia Marani su Il Messaggero scrivono:

“Si indaga su movimenti all’estero, amici ricontattati, altri nuovi che appaiono improvvisamente e poi spariscono passando per aeroporti e stazioni, facendo però sempre riferimento a quei personaggi gancio tra l’islam moderato e le frange estremiste. Occhi puntanti sulle stazioni meno turistiche, come la Tiburtina e sui centri di culto delle periferie: Centocelle (nella moschea Al Huda venne arrestato Osman Hussain, uno degli attentatori del metrò di Londra), Tor Bella Monaca, Tor Pignattara. Ma anche la Magliana è indicata come possibile covo freddo di fondamentalisti nelle informative degli 007”.

Gli obiettivi sensibili a Roma sono oltre 50:

“Quando nell’ottobre 2005 l’allora prefetto Serra organizzò nella Capitale la più grande simulazione d’attacco terroristico (autobomba al Colosseo, kamikaze sul metrò e zainetto esplosivo su un bus a piazza Navona) parlò di «cinquanta obiettivi sensibili da tutelare». Obiettivi, il Vaticano in primis, che di nuovo oggi hanno bisogno di protezione”.

A spaventare, scrive il Messaggero, sono le visioni di Al Baghdadi, l’autoproclamato Califfo dello Stato islamico e i suoi tagliagole:

“A Roma Digos e reparti dell’Arma sono sulle tracce di “imam itineranti” che partono da luoghi lontani e approdano nella Capitale per fare proselitismo e ripartire. Alcuni sarebbero stati già identificati. Intanto, le scritte in arabo apparse sui muri del sottopasso di via Casilina, tra lo svincolo di Torrenova e Torre Gaia, sono state cancellate. Le frasi apparentemente criptiche, e quella bandiera disegnata con vernice spray, la stessa sventolata in Siria dall’Isis, sono oggetto di indagini della polizia. «Ogni guerra contro di noi è una guerra persa», «Ci vendicheremo delle stragi degli invasori», gli slogan apparsi sulle pareti a sud-est della città. E si scopre che altre scritte sospette sono comparse nei mesi scorsi sui muri di via Prenestina. Messaggi ancora da decifrare, scritti sui muri fra Tor Pignattara e Torre Angela. Su cui si indaga.