Isis compie diversi attacchi nel Sinai. Guido Olimpio sul Corriere: “E’ il nuovo fronte del Califfato”

di redazione Blitz
Pubblicato il 15 Febbraio 2020 12:32 | Ultimo aggiornamento: 15 Febbraio 2020 12:36
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Isis compie diversi attacchi nel Sinai (foto Ansa)

ROMA – L’ala egiziana dello Stato Islamico è passata all’offensiva e nell’arco di pochi giorni ha rivendicato numerosi attacchi nel Sinai come già accaduto nel passato. A raccontare quello che sta accadendo in queste ore è Guido Olimpio con un articolo sul Corriere della Sera in cui spiega quello che sta accadendo. L’Isis egiziana “ha colpito postazioni, unità militari e danneggiato il gasdotto Israele-Egitto. Il Cairo ha replicato sostenendo di aver eliminato diversi guerriglieri”.

La situazione, nella penisola è precaria: “Le migliaia di soldati schierati non bastano ad evitare sorprese e incursioni. L’addestramento delle truppe non è di massimo livello e le posizioni fisse, spesso prive di adeguate contromisure, sono un bersaglio facile”.

Il motivo dell’attacco nel Sinai, Olimpio lo spiega così: “È poi interessante rilevare che i jihadisti, prendendo di mira la pipeline, hanno risposto all’appello lanciato il 27 gennaio da Abu Hamza, il nuovo portavoce del Califfato. Con un audio di 37 minuti l’estremista ha annunciato l’inizio di una campagna contro target israeliani, quindi si è rivolto esplicitamente ai combattenti nel Sinai e in Siria esortandoli ad impiegare missili ‘chimici'”.

Spiega ancora Olimpio: “L’uscita propagandistica è stata interpretata come un modo per recuperare terreno, sfruttare un fronte – l’Egitto – dove i mujaheddin rappresentano una forza significativa, cavalcare le tensioni provocate dal piano di pace di Trump per il conflitto israelo-palestinese. Ed è anche una mossa per collegare un’agenda locale ad una più internazionale. Vedremo se davvero agli episodi di guerriglia – abituali nel Sinai – seguiranno operazioni più eclatanti. A Gerusalemme sono in guardia e, in passato, hanno collaborato con il Cairo nell’azione di contrasto dei militanti”.

Fonte: Corriere della Sera