Italia paradiso dei migranti? L’Europa li lascia passare

di Redazione blitz
Pubblicato il 3 Settembre 2015 12:20 | Ultimo aggiornamento: 3 Settembre 2015 12:33
Italia paradiso dei migranti? L’Europa li lascia passare

Emergenza migranti (LaPresse)

ROMA – Non c’è solo l’invasione dal Mediterraneo, anche dall’Est continuano a entrare illegalmente migliaia di immigrati. E nelle Questure italiane confermano il dato: l’afflusso di immigrati pakistani in Italia sta crescendo. In fretta. Andandosi così a sommare alla situazione già caotica della gestione della migrazione da sud, gli sbarchi in Sicilia, i centri di smistamento, il Cara di Mineo e tutto ciò che ne consegue.

Come riporta Giuseppe De Lorenzo su Il Giornale,

tutto nell’indifferenza dei Paesi europei di primo approdo, Grecia e Ungheria in testa. Secondo le regole di Dublino dovrebbero trattenere questi migranti e farsi carico delle loro richieste di asilo. Ma non lo fanno.

I migranti che dopo mesi o anni di viaggio arrivano a Torino, Biella, Macerata e negli altri centri d’Italia non rientrano nel sistema di smistamento che il governo ha istituito per far fronte all’afflusso di immigrati che sta sconvolgendo le coste italiane. Sono un evento inaspettato, frutto della pressione che le popolazioni in marcia stanno compiendo sulle frontiere orientali dell’Europa.

Sono entrati in Europa attraverso la Grecia. Da lì hanno proseguito lungo la Serbia, l’Ungheria, l’Austria per entrare infine in Italia. Dove chiedono rifugio politico. Perché proprio qui e non altrove? Semplice, ci spiegano gli stessi pakistani: “In Italia è facile ottenere i ducumenti”.

più riprese la Cancelliera tedesca Angela Merkel ha accusato i nostri governi di far fuggire volontariamente i migranti per permettergli di chiedere rifugio nei Paesi del Nord Europa. Ora però, si sta verificando l’esatto contrario. “C’è sicuramente un passaparola nella comunità pakistana”, confermano fonti interne alle questure e le prefetture dei comuni maggiormente colpiti (…)

Sono tutti senza documenti, ma alcuni di loro sono stati fotosegnalati in un altro paese Ue. Probabilmente la Grecia, paese di primo approdo per la rotta balcanica. Ma anche l’Ungheria e l’Austria, evidentemente, chiudono più di un occhio e li lasciano transitare sui loro territori.

“In Greciala polizia mi ha fermato – dice Hamed, nome di fantasia di uno dei tanti pakistani arrivati a Biella – ma dopo alcuni controlli mi ha detto: vai pure”. “Lì la polizia è più cattiva – continua Omar -, mentre qui in Italia si sta bene ed è più facile ottenere i documenti”.

“Noi siamo ormai scrupolosi nel fotosegnalare chiunque entri in Ue dalle nostre coste – ha detto a ilGiornale.it il viceprefetto di Biella, Davide Garra – mentre gli altri Paesi hanno deciso di farli transitare fino ai nostri confini”. Così le prefetture italiane sono costrette a gestire anche l’immigrazione “balcanica”, che rende ancora più critica la situazione.