Italia, sotto il peso delle tasse e del terremoto, reagisce emotiva a Brindisi

Pubblicato il 21 Maggio 2012 - 09:53 OLTRE 6 MESI FA

Il terremoto in Emilia domina, continua la caccia al killer di Brindisi, c’è rischio di una nuova tassa (Sole 24 Ore), mentre fra “rate e bollette le famiglie sono alle corde” (Sole 24 Ore) anche se l’Imu è un “cantiere aperto” e “già si comincia a parlare di proroga” (Italia Oggi).

I titoli sul terremoto sono quasi tutti uguali. Sul tema, come detto, l’unica cosa da rilevare è che già stanno pensando a una nuova tassa, anzi la tassa è praticamente automatica, in base alle nuove norme sulla Protezione civile. Gli italiani non ne saranno felici, anche perché i danni che si leggono sui giornali sembrano di qualche centinaio di milioni di euro e di qualche centinaio di forme di parmigiano. Non si può pensare che uno stato che ha duemila miliardi di debiti e poco meno di Pil non possa trovare nelle pieghe del suo enorme bilancio pieno di residui passivi quelle cifre senza ricorrere a una nuova spremitura sulla benzina, un gioco crudele se si pensa che stavano appena parlando di ridurne il prezzo di qualche centesimo…

La vicenda di Brindisi si sta riducendo a un brutto fatto di cronacaccia nera. La reazione emotiva forse un po’ sopra le righe quanto meno dell’Italia ufficiale, giornali in testa, di fronte alla morte di una ragazza di 16 anni a Brindisi per lo scoppio di un ordigno abbastanza rudimentale, si capisce non solo con la crescente interattività dei mezzi e con la sensibilità acuita da quasi mezzo secolo di stragi in apparenza misteriose, ma anche con la tensione crescente degli ultimi anni: siamo un Paese con i nervi a fior di pelle per ragioni vecchie e nuove,  al punto che un ministro isituzionalmente freddo come Annamaria Cancellieri, da un lato frena le piste stragiste e mafiose con la “matrice incerta” (Sole 24 Ore di domenica 20) ma dall’altro arriva a paragonare l’Italia a Beirut (Corriere della Sera di domenica 20).

Il mistero c’è tutto, ma gli elementi per risolverlo ci sono anche, a partire dalla foto di un signore di mezza età in giacca e camicia bianca che sarebbe colui che ha fatto saltare l’ordigno. Titoli con foto su tutti i giornali, in secondo piano rispetto al terremoto: “Ha guardato le ragazze e ha premuto il pulsante” (Corriere della Sera), “Brindisi, il dna inchioda il killer. Un video mostra l’esplosione” (Repubblica), “Giacca, camicia bianca e quella mano in tasca. Primo indagato: un ex militare” (Stampa), “Caccia a un complice” (Messaggero). Il Giornale cavalca l’attentato di Brindisi un po’ oltre gli schemi, con un titolo a tutte colonne: “Caccia all’uomo. Abbiamo visto il bastardo” anche se concede che è “sempre più probabile l’ipotesi del pazzo isolato”. Dopo l’esplosione di retorica stragista e antimafia del primo giorno, ridimensionare le emozioni sarà complicato.

Intanto l’Italia è in affanno già per conto suo, per la crisi e per il carico fiscale. Il titolo di apertura del Sole 24 Ore recita: “Gli effetti della crisi: le società di recupero crediti hanno in carico quasi 38 miliardi, di cui l’80% riferito a utenze, mutui e prestiti. Gli importi che non si riescono a pagare salgono dl 22%”. Accanto all’apertura, questo titolo: “Dai codici ai calcoli: così l’acconto Imu con il modello F24”.

Che la ricetta di Mario Monti per “salvare l’Italia” non funzioni, anzi stia eliminando la malattia facendo morire il paziente, è opinione comune di finora pochi ma qualificati commentatori. Sabato 19 su Repubblica l’economista Alessandro Penati ha intitolato la sua rubrica settimanale: “I vuoti proclami per la crescita”. Ieri, intervistato dal sito linkiesta.it Luca Ricolfi ha definito Monti “profondamente statalista e consociativo”, che “ha puntato quasi tutte le sue carte sull’aumento del gettito e sulla pace sociale”.

A Napoli si consolano con la loro squadra di calcio, che ha vinto la Coppa Italia, 22 anni dopo Maradona, battendo per 2-0 la Juventus: “‘Na cosa grande” è il titolo che domina la prima pagina della Gazzetta dello Sport.