Rassegna Stampa

Italicum, Enza Bruno Bossio (Pd): “E’ solo un favore a Berlusconi”

L'intervista a Repubblica

L’intervista a Repubblica

ROMA – Se la legge elettorale “resta così non la voto, è solo un favore a Silvio” dice, intervistata da Concetto Vecchio di Repubblica, la dalemiana Enza Bruno Bossio:

«Renzi ci sta spianando con i carri armati e D’Attorre e Cuperlo gli rispondono di fioretto, il segretario spara bombe e noi spacchiamo il capello in quattro. Basta, io voto contro questa legge elettorale»
Sta dicendo che oggi si schiera contro la costituzionalità della legge?
«Sì, è un sistema incostituzionale, è la riforma di Berlusconi, quella che lui aspettava da 20 anni. È il bluff di Renzi che ci dice che queste sono le riforme, invece non è vero niente».
Quindi lei vuole affossarla?
«Non voglio affossare nulla».
Suvvia, se non passa la costituzionalità muore tutto subito.
«Voglio cambiarla. Così è una presa in giro. L’Italicum prevede che si voti anche per il Senato, ma Renzi non va dicendo in giro che lo vuole abolire?»
Non è una posizione radicale?
«Non mando giù il salva Lega. Una norma vergognosa, voluta da Berlusconi. Un partito che prende il 9 per cento in tre Regioni entra in Parlamento e uno che si ferma al 7,9 a livello nazionale, no. E poi le liste restano bloccate. Io voglio le preferenze ».
Ma le preferenze, specie al Sud, non sono un incentivo alle clientele?
«È stata la Consulta a dirci che non si possono più fare le liste bloccate, un principio per il quale il partito aveva fatto la sua battaglia. Così è solo un super Porcellum».
Quanti siete a pensarla così?
«Come me la pensa sicuramente Lauricella. Come sa noi dalemiani non siamo una corrente strutturata, siamo una corrente affettiva, una sottocorrente dei cuperliani che sono 80, e che quindi potrebbero pesare. Invece vedo timidezze, paure, ti dicono sussurrando “sai il Paese sta conRenzi”…».
Non è vero?
«Dicono pure che noi dobbiamo sentire la pancia del Paese, ma sentire la pancia del Paese rischia di essere la fine della politica, noi dobbiamo cambiare la casta politica, che ha fatto molti errori, ma anche far ragionarela gente».
Non sembra più il tempo per pedagogie togliattiane.
«Invece la politica deve tornare a fare la politica. Dovremmo interrogarci su quel Celentano che dice di preferire Renzi a Grillo: Celentano, l’emblema del populismo di destra».
D’Alema c’entra, dica la verità?
«Per niente, nessuna telefonata, mi creda ».
La cacceranno?
«Pazienza!»
Lei è sospettata di essere uno dei 101.
«Proprio per questo voglio condurre la mia battaglia alla luce del sole, e con i 101 non c’entro».
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