Jobs Act, dalla Fiat alle piccole imprese: la prima ondata di assunzioni

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2015 8:23 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2015 8:23
Giuliano Poletti (foto Lapresse)

Giuliano Poletti (foto Lapresse)

ROMA – “Tutti gli imprenditori in queste ore premettono che la scelta di assumere o licenziare dipende innanzitutto dal mercato e dalle commesse. Nessuno aumenta l’organico perché c’è una nuova legge – scrive Paolo Griseri di Repubblica – Frase ripetuta come un mantra, a scanso di equivoci”.

L’articolo di Paolo Griseri: «Sarà anche noioso ma va detta e ridetta perché non ci si illuda: se la ripresa dovesse rallentare non c’è legge che tenga», dice Marco Gay, presidente dei giovani di Confindustria. Ma se la ripresa si conferma («preferisco chiamarla ripartenza, meglio essere prudenti») allora «è evidente che l’effetto della defiscalizzazione per i nuovi assunti previsto dalla legge di stabilità e quello dei vantaggi del nuovo contratto a tutele crescenti possono far ripartire le assunzioni», spiega Gay. Quanto può pesare sull’occupazione questo effetto combinato? Una simulazione è stata fatta da Bruno Anastasia, presidente di Ires Veneto che l’ha pubblicata su La Voce. info del 4 novembre scorso: «Possiamo stimare un ammontare di assunzioni incentivabili vicino a un milione, al netto di possibili assunzioni aggiuntive dovute all’impatto della congiuntura economica ». Certo, la cifra di un milione di posti di lavoro fa tornare alla mente altre promesse della politica. E va sottolineato che i contratti incentivabili non sono per forza posti di lavoro aggiuntivi: potrebbe trattarsi di contratti che sarebbero stati fatti comunque, anche senza incentivi. Ma a giudicare dai primi segnali che sono venuti dalle imprese in questi ultimi mesi, c’è da constatare comunque un risveglio delle assunzioni. Ormai da tempo aziende di grandi dimensioni hanno già annunciato che intendono approfittare della nuova legge. A fine 2014 era stata Telecom a fare da apripista: «Se passerà il job’s act potremmo assumere tra le tre e le quattromila persone in due anni», aveva detto l’ad della società, Marco Patuano. Pietro Salini, ceo di Salini-Impregilo, ha parlato di «2.500 assunzioni in Italia nei prossimi 12 mesi». E Sergio Marchionne, al Salone di Detroit, aveva annunciato «1.000 nuove assunzioni a Melfi»(…).