Juventus-Roma. Capolavoro ai raggi x: due squadre finora perfette

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 ottobre 2014 8:32 | Ultimo aggiornamento: 5 ottobre 2014 8:48

ROMA – Juventus-Roma è la sfida scudetto per eccellenza. Le due squadre arrivano alla partitissima di oggi a punteggio pieno. La gara delle ore 18 è analizzata ai raggi x da La Gazzetta dello Sport in un articolo di Sebastiano Vernazza che riportiamo di seguito per la nostra rassegna stampa online.

“Se si sta al passato prossimo, ha ragione Leo Bonucci, che nell’intervista uscita ieri sulla Gazzetta ha parlato di «passeggiate». Nelle ultime tre partite a casa Juve la Roma non ha beccato palla: tre sconfitte, 11 gol subiti e uno segnato. Se ci si allarga al passato remoto, il discorso di fondo non cambia, degli 80 Juve-Roma nella Serie A a girone unico i bianconeri ne hanno vinti 51 e pareggiati 21, soltanto 8 i successi giallorossi. Cento tondi i gol di differenza, 157 a 57. Che cosa resta di tante trasferte romaniste nella Torino juventina? Il gol annullato a Turone nel maggio del 1981, la rovesciata di Pruzzo negli anni Ottanta, il tiro di Nakata nella stagione dell’ultimo scudetto. A memoria non ci viene in mente altro. Per la «Magica» questa trasferta è storicamente complicata, il ricordo più gettonato dall’ambiente resta un rimpianto, una recriminazione, «er go’ de Turone», il colpo di testa in tuffo vanificato da un guardalinee per un fuorigioco che non c’era. Un viaggio così complicato da ispirare il cinema: Juve-Roma faceva da sfondo a «Ultrà», vecchio film di Ricky Tognazzi in cui ebbe una parte «Er Viperetta» Ferrero, oggi presidente della Sampdoria.

Macronumeri Juve e Roma arrivano allo scontro diretto da padrone assolute del campionato, cinque vittorie su cinque per tutte e due. Unica lieve diversità i gol fatti e subiti: 10 a 0 la Juve, 9 a 1 la Roma. I campioni in carica possono appuntarsi un più dieci in differenza reti conto il più otto dei rivali. L’inviolabilità di Gigi Buffon ha il suo fascino, trasmette un senso di roccaforte. Non che l’unico golletto subito dai giallorossi, a Parma per opera di De Ceglie, sposti chissà equilibri, però quello zero ha il suo peso. Come certi possibili record juventini. In campionato la Signora viene da 21 vittorie casalinghe consecutive. Se farà 22, staccherà la Juve del biennio 1946-1947 e il Torino 1947-1948, e diventerà primatista assoluta in materia. In più, se Buffon non incasserà gol, la Juve allungherà a 9 la striscia di gare in A senza pigliare reti e aggancerà l’Inter 1972 (maggio-novembre, fra due tornei) e il Milan 1994.

Micronumeri Cifre più nascoste cambiano un po’ la prospettiva. Per esempio, fin qui, tra campionato e Champions League, la Juve ha mandato in gol cinque giocatori: Tevez, Morata, Marchisio, Vidal e Lichtsteiner. Due attaccanti, due centrocampisti e un terzino di forte spinta. La Roma i suoi li ha distribuiti tra nove soggetti: Gervinho, Totti, Ljajic, Iturbe, Destro, Pjanic, Florenzi, Nianggolan e Maicon. Cinque attaccanti, tre centrocampisti e, anche qui, un terzino propulsivo. La lettura è facile, quasi scontata: una squadra che fa segnare molti dipende meno dal talento di pochi. Se assumiamo questo dato come indicatore di gioco collettivo, la Roma appare in vantaggio e la Juve «afflitta», si fa per dire, da Tevez-dipendenza. Sei dei 12 gol bianconeri tra Serie A ed Europa li ha realizzati Carlitos. Mettete che l’argentino incappi in una serata storta, ipotizzate che Rudi Garcia prepari una gabbietta ad personam…

Sulle corsie In realtà da Trigoria arrivano indicazioni differenti. Pare che l’allenatore francese abbia mostrato ai suoi giocatori ampi spezzoni di Atletico Madrid-Juve e abbia individuato nelle corsie laterali la chiave di volta. Garcia avrebbe chiesto alla sua squadra di allargare la difesa della Juve come gli spagnoli in Champions. Dal report di Atletico-Juve arrivano conferme. Predominanza dei biancorossi per cross, 26 a 7 angoli esclusi, e per giocate sugli esterni, 66 per cento a 62 per cento. Il gol decisivo di Arda Turan è arrivato su assist da destra di Juanfran. Per effetto dei diversi sistemi, 3-5-2 la Juve e 4-3-3 la Roma, Garcia ai lati gode di una teorica superiorità numerica su Allegri. A destra il duo Maicon-Gervinho contro Asamoah, preferito ad Evra. A sinistra il tandem Cole-Florenzi contro Lichtsteiner. Uscite e raddoppi di difensori e mediani compenseranno i dislivelli, ma ai margini del campo la grande sfida vivrà forse momenti decisivi. Tanto più che Garcia potrebbe calare la carta Iturbe: se è in palla, il sudamericano mette le ali ai piedi e vola via.

Doppia T C’è poi la suggestione tecnico-alfabetica. Sarà una partita con la doppia T. Tevez contro Totti, gli uomini simbolo. Numeri dieci con senso del gol da centravanti. La mappa dei contrasti della Juve dice che la squadra di Allegri non ruba molti palloni nei territori davanti all’area. La Roma, in quel settore, è un filo più «contrastante», ma i dati esprimono tendenze. medie. La Juve non può ignorare Totti e viceversa la Roma non può snobbare Tevez. Non si parla di marcature a uomo, che sarebbero anacronistiche, sebbene negli ultimi tempi in A non di rado si sia notato qualcosa del genere. Sarà interessante verificare se Tevez e Totti condizioneranno le mediane avversarie, quanto ci si preoccuperà del «falso nove» altrui quando questi scivolerà indietro a tramare gioco. Juve-Roma sarà un capolavoro se Tevez e Totti faranno gli artisti, non c’è tattica o tatticismo che valga la bellezza di una pennellata d’autore”.