Kathy Laurini: “Così il mondo colonizzerà Marte”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 30 Settembre 2015 7:04 | Ultimo aggiornamento: 29 Settembre 2015 14:10
Kathy Laurini: "Così il mondo colonizzerà Marte"

Marte e la Terra

ROMA – Colonizzare Marte è un antico sogno dell’umanità. Oggi un po’ più vicino, anche se si tratta di un’impresa da mille miliardi di dollari. “Lo spazio è un dominio strategico dal punto di vista economico e militare”, ha spiegato in una conferenza al padiglione Usa dell’Expo Kathy Laurini, “senior advisor” delle “Exploration and Space Operations” della Nasa, dove segue lo sviluppo dei progetti di esplorazione umana del sistema solare. Un singolo viaggio di andata e ritorno sarebbe più economico, ma – ha spiegato - non avrebbe senso.

Come spiega su La Stampa Nicla Panciera,

«Marte, invece, è la giusta destinazione di lungo periodo. Sono ancora necessari dei progressi tecnologici, ma nulla ci impedisce di pianificare l’impresa: stiamo testando i componenti che ci porteranno alla sua realizzazione». E così la conquista permanente del Pianeta Rosso assume i contorni epici della preparazione di un vero e proprio esodo.

«Vi sono ragioni tangibili e altre meno tangibili per perseguire l’obiettivo», ammette Laurini. Dalla ricerca medica, scientifica e tecnologica che fornirà nuove soluzioni a vecchi problemi irrisolti sulla Terra a ragioni di politica internazionale, fino ad aspetti economici, come confermano le stime dell’Ocse sui benefici degli investimenti spaziali.

Rimanere a lungo nello spazio sembra un’idea poco salutare: perdita di massa muscolare e riduzione della densità ossea sono solo alcune alterazioni a cui l’organismo va incontro. E tra i problemi legati alla creazione di condizioni favorevoli alla sopravvivenza, a centinaia di milioni di km da qui (la distanza media tra i due pianeti è di 225 milioni), c’è la pura sopravvivenza. Ecco perché la sfida della colonizzazione è straordinariamente complessa e richiederà – secondo Laurini – un approccio diverso da quello delle missioni «tradizionali».

Per il 2016 la Nasa ha chiesto un budget di 18 miliardi, sebbene non tutto sarà destinato al progetto marziano. Ecco perché la strategia è quella dei «passi intermedi», ciascuno con un proprio obiettivo e dalle precise ricadute. E non sarà una corsa in solitaria: il concetto-chiave è «collaborazione internazionale – assicurano alla Nasa -. Non vogliamo andare su Marte da soli. Operiamo con varie agenzie spaziali, con gli europei, i giapponesi e i russi».

Se la società «Mars One» prevede l’installazione su Marte di un gruppo di esploratori entro il 2023, per Laurini l’annuncio è troppo ottimistico. Secondo lei, si dovranno attendere almeno 20 anni di più: «Per quanto stia lavorando duramente, non vedrò il compimento del progetto». A meno che – aggiunge – non dovessero verificarsi condizioni che permettano o impongano di dover accelerare l’impresa. Le minacce per la nostra sopravvivenza sulla Terra sono tante: dal disastro ecologico alla collisione con un asteroide. Per sopravvivere come specie dovremo trasferirci su altri pianeti? Per ora c’è la fiction, come il film di Ridley Scott «Sopravvissuto-The Martian».