La Corte Ue dà ragione a Draghi: legittimo il piano anti-spread della Bce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 Giugno 2015 10:09 | Ultimo aggiornamento: 17 Giugno 2015 10:09
Mario Draghi (foto Ansa)

Mario Draghi (foto Ansa)

ROMA – “Il programma “Omt” (Outright monetary transactions) della Bce, il cosiddetto “piano anti-spread” – scrive Italia Oggi – annunciato da Eurotower nel settembre 2012, è in linea con le leggi comunitarie.  Lo ha stabilito la Corte di Giustizia Ue, secondo cui il programma di acquisto di titoli di Stato non eccede le attribuzioni Bce di politica monetaria e non viola il divieto di finanziamento degli Stati membri”.

L’articolo di Italia Oggi: Il piano, mai attuato, era stato presentato nell’estate del 2012 dal presidente della Bce, Mario Draghi, e prevedeva l’acquisto illimitato di titoli di Stato dei Paesi dell’Eurozona in difficoltà finanziarie alla condizione che i governi di tali Paesi attuassero le necessarie riforme economiche. Il semplice annuncio del piano Omt (che concretizzava la promessa di Draghi di fare “tutto il necessario” per l’Unione Monetaria) era stato sufficiente ad abbattere gli spread sui titoli di Stato di economie come Italia e Spagna, che in quel periodo erano tornati ad allargarsi pericolosamente a causa delle tensioni legate alla crisi greca, rischiando di spingere questi Paesi verso l’insolvenza.
L’anno successivo il piano anti-spread era stato però portato di fronte alla Corte di Karlsruhe, il supremo tribunale tedesco, da 35 mila cittadini tedeschi (tra cui politici e accademici) perché ne fosse valutata la compatibilità con le leggi di Berlino. I giudici di Karlsruhe, chiamati in causa in quanto il programma poteva pesare sulle tasche dei contribuenti tedeschi, avevano stabilito l’anno scorso che il piano Omt trascendeva il mandato della Bce ma avevano deciso di rimandare la questione alla Corte di Giustizia Ue, che nel suo pronunciamento ha avvertito che “l’acquisto di bond sovrani sul mercato secondario non deve avere un effetto equivalente a quello di un acquisto diretto sul mercato primario” e che “nel momento in cui la Bce acquista bond sovrani sul mercato secondari, devono essere garantiti meccanismi di salvaguardia sufficienti ad assicurare che non si contravvenga al divieto di finanziamento monetario ai governi”, come previsto dal trattato (…).