La norma “ammazza blog”, vieta pubblicità su quelli politici: Rabbia M5s e OdG

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 luglio 2015 9:10 | Ultimo aggiornamento: 20 luglio 2015 9:10
La norma "ammazza blog", vieta pubblicità su quelli politici: Rabbia M5s e OdG

La norma “ammazza blog”, vieta pubblicità su quelli politici: Rabbia M5s e OdG

ROMA –  Una emendamento firmato Mario Ottobre (Svp) propone di proibire la pubblicità sui blog politici. Per questo la norma viene immediatamente ribattezzata “ammazza blog”, fa infuriare Beppe Grillo e il Movimento 5 Stelle. E contro la norma si schiera apertamente anche il presidente dell’Ordine dei Giornalisti Enzo Iacopino che parla di un “provvedimento da Corea del Nord, e non da parlamento italiano”.

La vicenda la ripercorre, nel dettaglio, il Fatto Quotidiano:

“Abracadabra! Eccovi la norma ammazza blog”, ha denunciato il deputato M5S Danilo Toninelli su Facebook. In difesa di Beppe Grillo è intervenuto anche il presidente dell’Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino: “Una norma da Corea del Nord”, ha scritto in un intervento poi ripreso dallo stesso sito del comico che ha commentato a sua volta: “E se lo dice lui…”. “Chiariamolo subito”, ha continuato Iacopino, “sono contro la violenza. E precisiamo un’altra cosa: non ho votato per il M5S. Mi è capitato, anzi di polemizzare (io moscerino contro una portentosa macchina da guerra) con Grillo per certe sue sparate contro i colleghi. Non perché pensassi (o pensi) che siamo tutti anime candide, ma perché quel ragionare per mucchi, per categorie, mi fa orrore. Ma che ora si tenti di zittire il blog è cosa da Corea del Nord“.

Chi difende l’idea è l’autore dell’emendamento che promette, nel caso fosse bocciata, di riproporla con una legge ad hoc: “E’ una norma ‘ad Movimentum’”, ha detto Ottobre intervistato dall’agenzia Adnkronos, “nel senso che nel mirino c’è proprio il blog di Grillo“. E poi ha sostenuto: “Il leader 5 Stelle da quel sito ricava ben 12 milioni di euro, io a questa storia dico basta, la trovo immorale: Grillo fa tagliare lo stipendio ai suoi parlamentari e poi che fa? Fa i soldi col Movimento. E’ vergognoso e se l’emendamento non venisse approvato allora farò un ddl ad hoc: io non mi arrendo”. Una cifra astronomica per il mercato web italiano, di cui il deputato non cita la fonte e il periodo di riferimento. Ad aprile 2014, il leader M5S aveva duramente contestato la ricostruzione dei guadagni del blog da parte di Repubblica che parlava di circa 570mila euro l’anno: “Sono balle”.