Rassegna Stampa

“La Renzinomics: sfidare l’Europa e meno Irap”, Stefano Feltri sul Fatto

renzinomics fatto quotidiano

Matteo Renzi (LaPresse)

ROMA – Enrico Letta presenta il suo programma, soprattutto economico, dall’ottimistico nome “Impegno Italia”. Ma anche Matteo Renzi, segretario del Pd pronto ad arrivare a Palazzo Chigi, ha già la sua lista di priorità, anche se in queste settimane il dibattito sulla legge elettorale ha oscurato tutto il resto.

Ecco le questioni più importanti riportate sul Fatto Quotidiano a cura di Stefano Feltri:

EUROPA. Letta ribadisce il rispetto assoluto del rapporto del 3 per cento tra deficit e Pil, il parametro simbolo del rigore europeo. In cambio spera di ottenere da Bruxelles, magari durante il semestre a presidenza italiana (da luglio) un risultato sugli “accordi contrattuali”, soldi in cambio di riforme, oltre a sbloccare i 4,8 miliardi della “clausola sugli investimenti”, congelati per i dubbi della Commissione Ue. Tutto questo è incompatibile con la linea di Renzi: se facciamo le riforme, possiamo sfondare il 3 per cento. Non è chiaro come il segretario del Pd conta di usare le risorse disponibili alzando il deficit.

TASSE. Matteo Renzi vuole tagliare l’Irap per le imprese, Letta promette invece di completare la riduzione del cuneo fiscale (la differenza tra costo aziendale e busta paga dei lavoratori) per 4,5 miliardi nel 2014 e 9 nel 2015. La copertura: tagli di spesa (…)

LAVORO. Il Jobs Act di Renzi si è rivelato molto più vago delle attese, pochi impegni precisi e molti auspici di riforme, partendo da una riduzione del numero di contratti precari. Letta lo scavalca e rilancia esplicitamente il “contratto di inserimento a tempo indeterminato a tutele crescenti”, idea in origine molto renziana ma poi annacquata.

NOMINE. La fibrillazione di governo si sovrappone alla stagione delle nomine nelle società partecipate dal Tesoro. Enrico Letta sembra orientato alla continuità per quanto riguarda i vertici di Eni, Enel, Finmeccanica, Poste e Terna. Renzi ha evocato rinnovamento, ma non ha mai fatto nomi, dicendo che il Pd si sarebbe occupato di regole e non di poltrone. Anche lui pare orientato a non stravolgere lo status quo. Letta sottolinea molto la legge anti-Mastrapasqua, quella che introduce vincoli di incompatibilità per chi ricompre importanti incarichi pubblici.

PRIVATIZZAZIONI. Letta ha avviato il processo per cedere a privati redditizie quote di semi-monopoli pubblici: dalle Poste all’Enav, da Terna a Eni. Renzi è d’accordo, non ha alcuna obiezione ideologica, sembra orientato ad accelerare la vendita, visto che la matrice dell’operazione è lettiana e che il sindaco finora non sembra molto interessato alla sorte delle grandi aziende italiane (non una parola su Telecom o Monte Paschi) (…)

CASTA. Renzi ha declinato in chiave economica la lotta ai privilegi della politica: ha promesso di risparmiare un miliardo di euro all’anno abolendo il Senato e riformando il federalismo (titolo quinto della Costituzione), nessuna di queste riforme si può fare in tempi rapidi.

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