Rassegna Stampa

La spending review di Berlusconi: nel mirino case, Milan e Olgettine

La spending review di Berlusconi: nel mirino case, Milan e Olgettine

Berlusconi (LaPresse)

MILANO – Carlo Cottarelli dovrà farsene una ragione. Il titolo di “Mister Spending Review 2014” è già ipotecato dal più inatteso dei concorrenti: Silvio Berlusconi.

L’era in cui i milioni erano noccioline e il Cavaliere si poteva concedere sfizi come il vulcano artificiale a Villa Certosa e il mausoleo fulloptional di Arcore è preistoria. L’addio a Veronica Lario gli costa 3.835 euro al giorno. Fininvest e Mediaset hanno chiuso i rubinetti dei dividendi. I guai giudiziari l’hanno costretto a comprare per 500mila euro le case di Mariano Apicella e del pianista del Bunga Bunga (testimoni al processo Ruby). E la furia rottamatrice di Barbara lo obbligherà a pagare 30 milioni di buonuscita ad Adriano Galliani.

Scrive Ettore Livini su Repubblica:

L’austerity del Biscione non ha risparmiato alcun capitolo di bilancio. La prima a dare il buonesempio – con decisionismo da Erinni – è stata Francesca Pascale, intervenuta in cucina (ipse dixit) su eccessi come «i fagiolini a 80 euro al chilo» e le casse di pesce «che arrivavano ogni giorno malgrado non piacesse al Presidente ». Il lavoro grosso però è toccato a Silvio. La Villa di Macherio, 120mila metri quadri, 70 stanze e un costo di gestione – dicono i documenti della separazione da Veronica – «pari a 1,8 milioni l’anno», è stata chiusa. Stessa sorte potrebbe toccare a breve a Villa Gernetto, la “Versailles” di Lesmo comprata dal Cav. per 75 milioni restauri compresi. Il suo sogno, farne l’Università del pensiero liberale, si è trasformato in un incubo. La “reggia” (copyright de “Il Giornale”) è vuota, brucia diversi milioni l’anno ed è stata valutata dai periti la miseria di 51 milioni.

La spending review immobiliare non ha risparmiato nemmeno la residenza ufficiale a Roma. L’affitto di Palazzo Grazioli – 2.128.288 euro l’anno, calcola l’ultimo bilancio di Forza Italia – è ormai troppo anche per il Cav. Che turandosi il naso è sceso a patti con i comunisti (leggi Unipol) per valutare il trasloco della famiglia, Dudù compreso, in un appartamento più sobrio ed economico: un attico e superattico da 1.400 metri quadri con 57 posti auto di proprietà dell’assicurazione delle cooperative invia Arcione 98.

I tagli alle spese superflue come la casa non sono però bastati. I conti di Arcore non tornano lo stesso. Anche perchè Berlusconi ha appena staccato un assegno di 17 milioni per rilanciare Forza Italia (di cui garantisce pure un’ottantina di milioni di debiti). Risultato: la scure del Cavaliere si è abbattuta su uscite considerate fino a ieri intoccabili: la campagna acquisti di gennaio del Milan è stata congelata. Anzi. Il gioiellino Alessandro Matri, comprato per 12 milioni lo scorso agosto dalla Juventus, è stato ceduto in prestito alla Fiorentina. E “Spino” – al secolo il ragionier Giuseppe Spinelli, storico Bancomat delle cene eleganti del Bunga Bunga – è stato costretto a comunicare alle trenta Olgettine mantenute con un assegno di 2.500 euro al mese che la festa (anche per ovvie opportunità processuali) è finita e da oggi devono cavarsela da sole (…)

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