La Spezia, appalto ospedale a Pessina. Ira dei liguri contro Paita

di Redazione Blitz
Pubblicato il 1 Giugno 2015 13:54 | Ultimo aggiornamento: 1 Giugno 2015 14:02
La Spezia, appalto ospedale a Pessina. Ira dei liguri contro Paita

Raffaella Paita (LaPresse)

ROMA – Bufera sul Pd per la commessa last minute di 148 milioni dalla Regione al costruttore Pessina per un ospedale a La Spezia. Il sindaco di Sarzana: “È solo un doppione del nostro Hospice”.

Come racconta Gabriele Villa sul Giornale,

bel colpo, quello della giunta regionale di sinistra, di «regalare» così un appalto da 148 milioni dopo una gara d’appalto che non è stata una gara d’appalto perché non ci sono stati altri concorrenti se non la cordata guidata dall’editore-amico-costruttore Pessina. E, per fare il filotto della propaganda elettorale, bel colpo, da consumati maestri della politica delle prebende, quello di annunciare, proprio ad una manciata di giorni dal voto per le Regionali, la costruzione del nuovo, avveniristico ospedale di La Spezia, città natìa e potenziale serbatoio di voti della candidata piddina alla corsa per la poltrona di governatore della Liguria, Raffaella Paita.

Detto questo e scritto quello che abbiamo già scritto ieri, il caso dell’«ospedale elettorale» è molto più complesso di quanto sembri dato che quell’ospedale, che entro quattro anni sorgerà (se sorgerà) in posizione panoramica sopra La Spezia, forse si poteva o non si doveva neppure mettere in cantiere, considerato per esempio che a Sarzana, che non dista anni luce da La Spezia, c’è già un quasi nuovo ospedale, il «San Bartolomeo», che è mezzo vuoto e certamente sottoutilizzato perché non ci sono i soldi per comprare le attrezzature.

Le considerazioni non sono nostre ma del sindaco di Sarzana, Alessio Cavarra che, ancora il 29 gennaio di quest’anno scriveva all’assessore regionale alla Sanità, Claudio Montaldo: «Circa l’Hospice previsto, come sai, da sempre a Sarzana e che, da ultimo, qualcuno vorrebbe “duplicare” alla Spezia in evidente contrasto con la filosofia che sottende al piano sanitario regionale che ha fatto dello stop ai doppioni il suo punto nevralgico. Nel ribadirti la professionalità di medici, infermieri e di tutto il personale del San Bartolomeo ritengo sia urgente che la Regione proceda quanto prima a concedere le deroghe per l’assunzione di nuovo personale, soprattutto infermieristico, per le sale degenza e per la piena attività delle sale operatorie anche nel pomeriggio» (…)