La televisione contro i colossi del web. Marco Mele, Il Sole 24 Ore

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Giugno 2015 9:04 | Ultimo aggiornamento: 8 Giugno 2015 9:04
La televisione contro i colossi del web. Marco Mele, Il Sole 24 Ore

La televisione contro i colossi del web. Marco Mele, Il Sole 24 Ore

ROMA – “I motori di ricerca e i social network acquisiscono ogni dato possibile sui navigatori del web. Questi dati sono ormai un asset per le aziende di Internet. Un asset meritevole di essere tassato”. La proposta – scrive Marco Mele del Sole 24 Ore – arriva da Rodolfo De Laurentiis, presidente di Confindustria Radio Televisione, che l’ha illustrata di recente nel corso di un’audizione parlamentare”.

L’articolo di Marco Mele: Vi sono, secondo gli operatori nazionali e locali di Confindustria Radio Tv, diversi effetti distorsivi sul mercato della comunicazione, risalenti in particolare anche alla disparità nel trattamento fiscale tra soggetti che competono sullo stesso mercato. La pubblicità online, ad esempio: anche se reti di Tlc, collegamento infrastrutturale e potenziali consumatori sono localizzati in Italia, i proventi possono risultare competenza di società estere, che non versano alcuna imposta nel nostro Paese. Un altro aspetto riguarda la raccolta e l’utilizzo di dati e informazioni degli utenti a un livello «mai raggiunto in precedenza».

I dati e le informazioni raccolte rappresentano, spiega il presidente di Crtv, un importante fattore di successo nella creazione del valore nell’economia digitale. Il valore dei dati, e la difficoltà a determinarne il valore, assumono rilevanza anche ai fini fiscali, soprattutto nei contesti transnazionali: esiste un collegamento territoriale, con la raccolta a distanza di dati e informazioni, anche in assenza di una presenza fisica? «Va ridefinito, infatti, il concetto di stabile organizzazione – sostiene De Laurentiis – superando l’attuale definizione normativa che non consente di assoggettare al fisco le attività di imprese estere dell’economia digitale. Il nuovo criterio fiscale di collegamento potrebbe essere basato su una presenza significativa, che rinvia al luogo di produzione del valore, accantonando eventuali ipotesi di regime speciale per l’economia digitale». La digitalizzazione dell’economia offre «enormi possibilità di crescita, ampliando la possibilità di fare acquisti online e per le imprese di vendere in tutto il mondo». La globalizzazione dei mercati, però, è «un’opportunità che rischiamo di perdere» commenta il presidente di Confindustria Radio Tv: «I redditi prodotti dalle multinazionali digitali estere sfuggono totalmente alla tassazione del nostro Paese. Vi sono rischi di concorrenza sleale» (…).