La Ue ferma le Poste. Alberto D’Argenio, La Repubblica

di Redazione Blitz
Pubblicato il 31 Marzo 2015 9:29 | Ultimo aggiornamento: 31 Marzo 2015 9:29
La Ue ferma le Poste. Alberto D'Argenio, La Repubblica

La Ue ferma le Poste. Alberto D’Argenio, La Repubblica

ROMA – “Guai in vista per la privatizzazione delle Poste, uno dei pilastri del piano con il quale Renzi e Padoan – insieme alla dismissione di quote di Enel, Fs ed Enav – puntano ad incassare 10 miliardi per risanare i conti pubblici – scrive Alberto D’Argenio de La Repubblica – Solo due giorni fa l’Autorità per le Comunicazioni (Agcom) ha dato il via libera alla riforma proposta dall’amministratore delegato di Poste Italiane Francesco Caio, ma da Bruxelles è già arrivata una lettera che mette in dubbio la legalità di uno dei suoi tasselli: il taglio della consegna della posta”.

L’articolo di Alberto D’Argenio: Lettere e cartoline secondo il nuovo piano non verranno più recapitate tutti i giorni, come il servizio universale ha sempre previsto, ma ogni quarantotto ore sul 25% del territorio. Una misura giustificata dall’ad con la necessità di risparmiare su un servizio che, anche a causa dell’avvento delle e-mail, ha provocato alle Poste un calo dei ricavi di 300 milioni di euro.
La sforbiciata – insieme al taglio di 455 sportelli e all’aumento delle tariffe – è uno dei punti cardine del piano di risparmi messo nero su bianco da Caio per aggiustare i conti di Poste in vista della privatizzazione. Lo ha spiegato direttamente Caio in un’intervista pubblicata lo scorso venerdì dal Sole 24 Ore, lo stesso giorno in cui è arrivato il via libera dell’Agcom: la riforma del «settore recapiti è essenziale non solo per la privatizzazione, ma per la sostenibilità del business », ha affermato l’amministratore delegato.
Ebbene, la decisione di non portare più la posta in 4mila comuni italiani, escludendo dal servizio quotidiano circa 15 milioni di italiani, a Bruxelles non piace affatto. E la Commissione europea lo ha fatto sapere all’Agcom esattamente un giorno prima che questa approvasse (con la sola astensione del consigliere Antonio Preto) la misura dando il via alla consultazione pubblica di 30 giorni al termine del quale, se non ci saranno intoppi, il piano entrerebbe in vigore (…).