La vita degli italiani con 500 euro al mese

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 Settembre 2015 9:18 | Ultimo aggiornamento: 15 Settembre 2015 9:18
(foto Ansa)

(foto Ansa)

ROMA – Secondo l’ultimo rapporto Istat del mese di luglio, gli italiani poveri sono in questo momento 7,4 milioni, di cui 4 milioni 102mila in povertà assoluta.  La percentuale degli italiani che ricorrono ai servizi Caritas e dei Comuni non è mai stata tanto elevata. La loro storia è raccontata da Emanuela Fontana del Giornale.

Sono gli espulsi della società, coloro che nel linguaggio delle statistiche vengono chiamati ora i «nuovi poveri». Secondo l’ultimo rapporto Istat del mese di luglio, gli italiani poveri sono in questo momento 7,4 milioni, di cui 4 milioni 102mila in povertà assoluta: sono persone in «povertà alimentare», che hanno problemi economici tali da non potersi garantire il cibo quotidiano. La percentuale degli italiani che ricorrono ai servizi Caritas e dei Comuni non è mai stata tanto elevata. A Napoli, secondo gli ultimi dati dell’Arcidiocesi, gli italiani che si rivolgono ai centri di ascolto della Caritas sono schizzati al 60%, quasi uno su tre è un padre separato di età compresa tra i 45 e i 54 anni. Sono persone che devono umiliarsi per sostenersi, che lavorano ma che guadagnano troppo poco, i working poors , come un ricercatore universitario che, oltre al pasto, ha chiesto un computer per poter lavorare. In Campania, secondo quest’ultimo focus sui redditi, solo il 39% delle persone ha un lavoro stabile.

A Milano, alla mensa dell’Opera di San Francesco dei padri cappuccini (896mila pasti nel 2014), gli italiani rappresentano la seconda etnia di ospiti dopo i romeni. A Roma, su 2.807 iscrizioni nel 2014 alla mensa della comunità di Sant’Egidio, 417 erano di italiani. I nuovi poveri sono operai di ditte fallite, ma anche dipendenti pubblici e qualche volta professionisti. A Bari è stata creata una Onlus di aiuto per gli avvocati in crisi. L’ultimo rapporto Adepp sulla previdenza segnala che i giovani professionisti hanno entrate spesso inferiori a quelle di un operaio. Un avvocato sotto i 40 anni guadagna in media 24mila euro lordi l’anno, un architetto e un ingegnere 18mila lordi, una cifra che nelle grandi città non è propriamente sinonimo di benessere, soprattutto se il capofamiglia deve sostenere i figli dopo una separazione (…).