Lampedusa, Berlusconi, duello Letta-Alfano: prime pagine e rassegna stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 7 ottobre 2013 8:59 | Ultimo aggiornamento: 7 ottobre 2013 8:59

Il Corriere della Sera: “Berlusconi, duello Letta-Alfano”. Il Federalismo alla rovescia. Editoriale di Sergio Rizzo:

“Il nostro curioso federalismo alla rovescia non smette di presentare conti salatissimi ai contribuenti. Dopo le Regioni alle prese con deficit sanitari allucinanti, tocca ora ad alcuni grandi Comuni battere cassa per tappare le voragini dei loro conti. Succede a Roma dove il sindaco appena arrivato chiede aiuto per sanare il passivo ereditato: 867 milioni. Ma arriva dopo, Ignazio Marino, rispetto ai suoi colleghi di Napoli e Catania. Senza poter escludere che altri ne seguiranno l’esempio. La galleria degli orrori che ieri ha pubblicato Il Sole 24 Ore passa da Palermo e Genova, sfociando in una Milano che deve reperire circa 500 milioni entro fine anno.
I Comuni incolpano il taglio dei trasferimenti, sostenendo di aver sborsato il prezzo più caro per risanare le finanze pubbliche. Vero. Anche se poi questo prezzo finisce ribaltato in buona parte sullo Stato centrale. Il che dovrebbe indurre certi amministratori a un serio esame di coscienza.
Chi rivendica autonomia avrebbe l’obbligo di ricordare che questa implica responsabilità. Il federalismo da molti invocato dovrebbe basarsi su tale principio basilare. È diventata invece una parola vuota, comodo paravento per gestioni sconsiderate e clientelari senza essere chiamati a risponderne. Peggio ancora: scaricando pure gli effetti sull’intera collettività”.

La mossa a sorpresa del premier E quei sondaggi positivi sul governo. Il retroscena di Marco Galluzzo:

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“Visto che da alcuni mesi lavorano gomito a gomito, che in Consiglio dei ministri difficilmente li si vede in disaccordo, visto che la sera cenano insieme, visto che entrambi hanno preso 4 (Letta) e 5 punti (Alfano) in più, nei rilevamenti del gradimento politico, subito dopo aver sventato la crisi di governo, allora, visto tutto, si può anche azzardare che Angelino ed Enrico ieri non abbiano realmente litigato, e che semplicemente si siano accreditati, ulteriormente, a vicenda. Finito il primo Consiglio dei ministri, mesi fa, il ministro Mario Mauro disse ad entrambi: «Sappiate che non potete fare un governo di numeri 2, non reggerebbe, ne dovete fare uno di numeri 1». Negli ultimi giorni, entrambi, hanno dato ragione al ministro di Scelta civica e rafforzato il senso della previsione: hanno rischiato e vinto le rispettive battaglie politiche. Si può scomodare Pirandello e il celebre Giuoco delle Parti, ma anche altre metafore, e altre storie, vengono evocate per descrivere ciò che è successo ieri. Gasparri dice la sua prendendo a prestito immagini omeriche, Alfano attirato in inganno dalle «sirene ammaliatrici della sinistra», ma la citazione, anche qui, vale per il segretario del Pdl un upgrading : era «solo» vicepremier, era senza il «quid» (Berlusconi dixit), ora addirittura viene accostato ai travagli di Ulisse, persino da una fetta critica del suo partito”.

Pdl, tanti no all’ipotesi del congresso. Scrive Andrea Garibaldi:

“La frattura nel Pdl nel fine settimana è diventata più netta. Ha i suoi contorni, le sue dimensioni, e adesso ci sono anche due leader in competizione: Angelino Alfano guida i «filo-governativi», Raffaele Fitto, già giovanissimo governatore della Puglia e poi ministro, guida i «lealisti» (leali nei confronti di Berlusconi, ma anche gli altri, in realtà sostengono il presidente del partito). Ci sono anche due linee: più centristi i filo-governativi, più di centrodestra i lealisti. L’ombra della separazione (Pdl e Forza Italia?) è tornata sulla scena, anche se Berlusconi cercherà in ogni modo di evitarla. Solo il passato, nella Democrazia Cristiana, in questo momento lega Alfano a Fitto.
Ieri, con una intervista al Corriere della Sera , Fitto ha chiesto «l’azzeramento di tutti gli incarichi di partito, la convocazione di un congresso straordinario che discuta e decida la linea politica, facendo esprimere direttamente i nostri elettori». Al primo posto, a quanto appare, c’è l’«azzeramento» di Alfano, che mercoledì scorso ha guidato la riscossa a favore del voto di fiducia del Pdl al governo”.

La Stampa: “Letta-Alafano, prima sfida”.

Le tre telefonate che affossarono la candidatura Prodi. Scrive Fabio Martini:

“È il 19 aprile duemilatredici, manca un’ora alla ennesima votazione per l’elezione del Presidente della Repubblica e i mass media non solo italiani preannunciano la svolta, l’imminente ascesa al Quirinale di Romano Prodi. Ma il Professore, dal Mali dove si trova in missione per l’Onu, telefona al figlio Giorgio e alla