Lanzillotta al Messaggero: “Sindacati, potere di veto sui licenziamenti. Errore”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 Dicembre 2013 9:16 | Ultimo aggiornamento: 23 Dicembre 2013 9:17
Lanzillotta al Messaggero: "Sindacati, potere di veto sui licenziamenti. Errore"

Linda Lanzillotta (LaPresse)

ROMA – Linda Lanzillotta è la senatrice di Scelta Civica che aveva tentato di offrire alcune scialuppe al bilancio in rosso del Campidoglio, a partire da una rivoluzione sul fronte delle municipalizzate. I suoi emendamenti però sono stati bloccati.

L’intervista alla Lanzillotta sul Messaggero di Roma a cura di Marco Evangelisti:

Che ne sarà dei conti di Roma?

«Il Comune di Roma ha problemi strutturali che derivano sia da uno storico sottofinanziamento, sia da politiche sbagliate degli ultimi anni. Ci sono stati investimenti superiori alla capacità, ma questo è meno grave, perché comunque si realizzano delle opere. Ciò che è molto più grave è la pessima gestione clientelare delle municipalizzate».

E ora cosa si può fare?

«Sugli sprechi e la cattiva gestione delle municipalizzate bisogna intervenire. Avevo offerto degli strumenti perché Roma si confrontasse con la realtà e riducesse le difficoltà strutturali che attengono alle municipalizzate. Ma a fronte del rifiuto di qualsiasi intervento non si può ancora una volta chiedere che lo Stato trasferisca nuove risorse. Allo stesso tempo non si può chiedere ai romani di pagare altri soldi, con l’aumento dell’Irpef. Per questo è stato giusto bloccare l’innalzamento dell’aliquota comunale: teniamo conto che il Comune di Roma ha fatto un’opposizione durissima in senato, tramite il Partito democratico, a qualsiasi intervento che riguardasse le municipalizzate. Allora perché dovrebbero pagare i cittadini italiani o, ancora, i romani con una Irpef maggiorata?» (…)

Torniamo alla domanda chiave: cosa può fare per salvare davvero Roma ora?

«E’ necessario affidarsi a politiche di dismissioni di asset, ridurre il costo dei servizi, ridimensionare le società municipalizzate, liberalizzare. Tutti si sono dovuti misurare con una situazione finanziaria grave. Bisogna parlare chiaro ai cittadini, spiegare come stanno le cose. E affrontare il tema delle gestione delle municipalizzate, dove la politica ha pensato a costruire il consenso. Ma non sono stati garantiti servizi all’altezza. Detta in altri termini: a Roma abbiamo dei servizi che ci costano molto, ma allo stesso tempo sono di pessima qualità. Prendiamo l’esempio dell’Ama: riceve molte risorse, incide notevolmente sulle tasche dei cittadini, ma le strade non sono pulite e la differenziata non decolla».