Lavorare all’estero conviene? Sì per i manager, no per commessi e impiegati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 22 Maggio 2015 16:51 | Ultimo aggiornamento: 22 Maggio 2015 16:51
Lavorare all'estero conviene? Sì per i manager, no per commessi e impiegati

Lavorare all’estero conviene? Sì per i manager, no per commessi e impiegati

ROMA – Lavorare all’estero? Conviene per le figure professionali più specializzate, manager o medici per intenderci. Molto meno per i lavori generici, commessi o impiegati che siano. E’ quello che dice una ricerca di Jobspricing pubblicata dal Sole 24 Ore. Ecco qualche dato nell’articolo di Alberto Magnani:

Un analista programmatore assunto in Italia guadagna in media 21.300 euro contro i 27mila della Francia, i 33.600 della Germania e i 37.900 (convertiti dalla sterlina) della Gran Bretagna, con l’aggiunta di 2mila euro di scarto da un mercato in genere meno attraente come quello della Spagna (25.300 euro).

Ancora più marcato il differenziale per un profilo in ascesa come il project manager: dalla retribuzione di 26.200 euro prevista in Italia ai 43.300 della Germania e addirittura i 52.200 della Gran Bretagna, passando per il vantaggio più contenuto della Francia (28.800) e il paragone, in questo caso favorevole, con la Spagna (23.300 euro).

La differenza tra stipendi italiani e stranieri si assottiglia sui mestieri meno qualificati. Senza contare il diverso costo della vita a Berlino o a Parigi:

Secondo l’analisi dell’Osservatorio, un addetto all’amministrazione guadagna 20.200 euro in Italia contro i 22.200 della Francia, i 24.800 del Regno Unito e i 30.700 della Germania. Un addetto all’area vendita incassa una media di 23.700 euro annui contro i 25.100 della Gran Bretagna, i 25.300 della Francia e i 30.400 della Germania. Infine, un venditore sotto contratto in Italia viaggia sui 26.000 euro annui: sono 28.100 in Gran Bretagna, 28.900 in Francia e 33mila in Germania.