Lavoro. Art. 18, contratti, ferie, mini job, cig: come cambierà in Italia

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 settembre 2014 12:31 | Ultimo aggiornamento: 19 settembre 2014 12:32
Lavoro. Articolo 18, contratti, ferie, mini job, cig: come cambierà in Italia

Lavoro. Articolo 18, contratti, ferie, mini job, cig: come cambierà in Italia

ROMA – Art. 18 il giorno dopo il voto in Commissione Lavoro al Senato sull’art. 4 del disegno di legge di delega al Governo per la riforma del mercato del lavoro in Italia e la riscrittura dello Statuto dei lavoratori in un testo organico semplificato, nota anche come Jobs Act.

Mentre le anime del Pd sono impegnate in un confronto piuttosto ruvido, cerchiamo di capire cosa è emerso da quel voto.
La mediazione raggiunta tra il relatore, Maurizio Sacconi (Ncd), e il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, sull’ultimo nodo da sciogliere, l’articolo 4 ha retto, come scrive Giorgio Pogliotti del Sole 24 Ore, che esamina

“i contenuti della delega più “spinosa”: le nuove assunzioni avverranno con il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, legato all’anzianità di servizio. Secondo quanto spiegato dallo steso premier Renzi, non avranno la tutela reale dell’articolo 18 in caso di licenziamento illegittimo: la reintegra sarà sostituita dal pagamento di un indennizzo economico crescente. Per la minoranza Pd, invece, l’articolo 18 va sospeso per una fase inziale (anche di 3 anni o più), ma poi deve essere ripristinato. Sono esclusi i lavoratori già assunti con contratto a tempo indeterminato che continueranno ad avere garantita la protezione dell’articolo 18″.

L’articolo di Giorgio Pogliotti è corredato da una tabella di sintesi dei punti di maggiore interesse:

Il primo atto del Jobs act, scritto dal decreto Poletti (Dl 34/2014) ha esteso da 12 a 36 mesi la durata del contratto a termine che non richiede causali, prorogabile fino a 5 volte. Il tetto di utilizzo è del 20% dei contratti a tempo indeterminato. Semplificato il piano formativo sull’apprendistato; fissati 45 giorni alle regioni per comunicare l’offerta formativa pubblica; scende dal 50 al 20% la quota di apprendisti da stabilizzare.

Le nuove assunzioni a tempo indeterminato saranno a tutele crescenti in relazione all’anzianità di servizio. Verrà rivista la disciplina sulle mansioni e sul divieto dei controlli a distanza dello Statuto dei lavoratori. Si sperimenta il compenso orario minimo per rapporti di lavoro subordinato e co.co.co. non regolati da contratti. Mini jobs per le prestazioni occasionali, aumentando i limiti reddituali, pagati con voucher tracciabili.

Assicurare tutele uniformi e legate alla storia contributiva del lavoratore in caso di disoccupazione involontaria superando la normativa in materia di integrazione salariale e di mobilità in deroga. A questo punta la delega in tema di riforma degli ammortizzatori. Dunque stop alla Cig in caso di cessazione di attività dell’impresa e rimodulazione dell’Aspi. Estensione dei contratti di solidarietà alle imprese sotto 15 dipendenti.

Al via il riordino della normativa in materia di servizi e di politiche attive per il lavoro. L’attuazione della delega dovrà provvedere alla razionalizzazione degli incentivi per le assunzioni e l’autoimprenditorialità. Ma anche promuovere un collegamento tra misure di sostegno al reddito di chi è senza lavoro e del suo inserimento nel tessuto produttivo. Un’Agenzia nazionale per l’occupazione gestirà servizi per l’impiego, politiche attive e Aspi.

Snellimento e razionalizzazione delle procedure di attivazione e gestione dei rapporti di lavoro e in materia di sicurezza. L’obiettivo della delega al capitolo semplificazione è dimezzare il numero di atti amministrativi necessari. Con una modifica in commissione si punta a contrastare il fenomeno delle dimissioni in bianco. Priorità alle politiche volte a prevenire e scoraggiare il lavoro sommerso.

La delega punta a garantire adeguato sostegno alla genitorialità. Prevista l’introduzione universale dell’indennità di maternità e il diritto per le lavoratrici madri parasubordinate all’assistenza anche in caso di mancato versamento dei contributi da parte del datore di lavoro. Tax credit come incentivo al lavoro femminile e possibilità di cedere parte delle ferie annuali retribuite a colleghi con figli minori malati gravi.

Tra i principi oggetto della delega al governo, scrive ancora Giorgio Pogliotti,

“figurano anche la revisione della disciplina delle mansioni con un “paletto” che prevede «limiti alla modifica dell’inquadramento», così come la revisione della disciplina dei controlli a distanza che «tenga conto dell’evoluzione tecnologica e contemperi le esigenze produttive con la tutela della riservatezza del lavoratore», contenute rispettivamente all’articolo 4 e 13 dello Statuto dei lavoratori del 1970.

Si potrà sperimentare il compenso orario minimo per rapporti di lavoro subordinato e collaborazioni coordinate e continuative non regolate da contratti siglati da sindacati e associazioni datoriali più rappresentative (previa consultazione).
Sulla scia dei mini jobs tedeschi si prevede il ricorso a prestazioni accessorie per attività occasionali in tutti i settori produttivi, incrementando gli attuali limiti di reddito, con l’impiego di voucher per la tracciabilità. Insieme alla razionalizzazione e semplificazione dell’attività ispettiva.

Tra le altre 4 deleghe del Ddl, una riguarda gli ammortizzatori sociali: non potrà più essere concessa la cassa integrazione in caso di cessazione di attività aziendale, e saranno rimodulati gli oneri contributivi tra i settori in funzione dell’effettivo utilizzo.
L’Aspi (ammortizzatore che sostituisce la disoccupazione) sarà esteso ai Co.co.co., ma il beneficio per tutti è condizionato alla partecipazione a programmi di formazione, riqualificazione e ricerca del lavoro. Si amplia il campo di applicazione dei contratti di solidarietà con la possibilità di utilizzarli in chiave “espansiva”, eliminando alcuni vincoli per l’aumento d’organico riducendo l’orario di lavoro.

Un’altra delega riguarda le politiche attive del lavoro con l’istituzione di un’Agenzia nazionale per l’occupazione che avrà competenze gestionali (oggi divise tra più soggetti) su servizi per l’impiego, politiche attive e Aspi. Si prevede il contratto di ricollocazione con agenzie per il lavoro o altri operatori accreditati, che saranno remunerati solo una volta inserita la persona nel mondo del lavoro.

Le altre due deleghe riguardano la semplificazione delle procedure e la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Tra colleghi si potranno cedere tutti o parte dei giorni di riposo aggiuntivi spettanti in base al contratto nazionale a favore del lavoratore genitore di figlio minore con necessità di cure costanti”.