Le banche pronte a fare la loro parte. Antonio Patuelli, Messaggero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 5 settembre 2014 9:28 | Ultimo aggiornamento: 5 settembre 2014 9:28
Le banche pronte a fare la loro parte. Antonio Patuelli, Messaggero

Le banche pronte a fare la loro parte. Antonio Patuelli, Messaggero

ROMA – “Si avvicina – scrive Antonio Patuelli,  presidente dell’Associazione Bancaria Italiana sul Messaggero – e vengono precisati i termini dell’operazione di finanziamento della Bce alle banche (“Tltro”). Man mano che ciò avviene, emergono le differenze con le operazioni avviate dalla stessa Bce dal dicembre 2011″.

L’articolo completo:

In particolare, quelle di fine 2011 e inizio 2012 erano frutto di un clima di emergenza in alcuni Paesi d’Europa soprattutto per il “debito sovrano”: il rischio era innanzitutto quello del default degli Stati oppressi da enormi debiti pubblici e con onerosi tassi che sviluppavano perverse spirali che potevano travolgere non solo gli Stati, ma anche le rispettive conseguenti economie produttive. Pertanto nel 2011-12, nelle forme allora possibili, vennero immesse consistenti liquidità nelle banche europee e tramite le banche perché esse innanzitutto acquisissero titoli del debito pubblico, raffreddando conseguentemente l’emergenza, contribuendo a far calare gli spread e i tassi con vantaggi generali per gli Stati, per le imprese e le famiglie. L‘operazione che inizierà nella seconda metà di questo mese di settembre ha consistenti differenze rispetto a quella di tre anni prima. Innanzitutto la “Tltro” è finalizzata a sostenere e sviluppare i prestiti al settore privato non finanziario dell’area dell’euro, esclusi i prestiti alle famiglie per l’acquisto di abitazioni.

A differenza della precedente, questa nuova operazione è, quindi, esplicitamente finalizzata all’erogazione dei nuovi prestiti, con vincoli espliciti e sanzioni quali l’obbligo di anticipato rimborso nel caso in cui non vengano erogati maggiori prestiti. Ma è bene che sia noto anche che i volumi complessivi della nuova “Tltro” sono, almeno inizialmente, molto inferiori a quelli della vecchia operazione di circa tre anni fa. Inoltre le precedenti operazioni di rifinanziamento da parte della Bce verso le banche europee erano costruite in modo che anche in caso di garanzie collaterali costituite da titoli emessi dalle stesse banche, le banche europee potessero comunque acquisire liquidità aggiuntiva dalla Bce. Invece oggi, per la nuova “Tltro”, i collaterali da dare in garanzia sono quelli usuali (per esempio titoli di Stato). Comunque sottolineo con forza che il mondo bancario operante in Italia, soprattutto dopo le forti innovazioni ed evoluzioni degli ultimi mesi, a cominciare dagli assai cospicui aumenti di capitale, è oggi già in grado, prima della nuova “Tltro”, di sostenere nuove sane domande di credito per investimenti e la ripresa dello sviluppo in ogni settore. Lo confermano i dati nettamente positivi sugli incrementi degli impieghi bancari per nuovi mutui nella prima parte del 2014. La nuova “Tltro” è un ulteriore elemento, parallelamente agli aumenti di capitale, per sostenere tutte le possibilità di ripresa. Ma per fare buoni nuovi prestiti occorre anche che vi sia una più consistente domanda di buoni crediti. È questo l’interesse dell’economia produttiva tutta; è questo l’interesse legittimo e specifico delle banche operanti in Italia che saranno più forti, più solide e più redditizie man mano che si svilupperà la ripresa quando le aziende oggi con crediti deteriorati si saranno risollevate e riusciranno a migliorare la qualità dei propri debiti da rimborsare alle banche. Non si tratta di ottimismo superficiale, ma di un razionale e determinato senso di responsabilità e di ottimismo della volontà e di interessi legittimi.