Le fabbriche del Nord-Est lavorano anche in ferie. Eleonora Vallin, La Stampa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 agosto 2015 13:32 | Ultimo aggiornamento: 10 agosto 2015 13:32
Le fabbriche del Nord-Est lavorano anche in ferie. Eleonora Vallin, La Stampa

Le fabbriche del Nord-Est lavorano anche in ferie. Eleonora Vallin, La Stampa

ROMA – “I miei primi, come dire?, i primi uomini non bianchi li scoprii quando sbarcarono gli alleati in Sicilia, e invasero l’uliveto vicino alla villa dove eravamo sfollati. – scrive Eleonora Vallin della Stampa – Avevo tre anni e non mi ricordo di essermi stupito. A gente di tutti i colori i siciliani sono da sempre abituati. All’opera dei pupi, dove mi conducevano di quando in quando, i paladini lottano (e perdono) contro feroci saladini e altri esotici nemici”.

L’articolo di Eleonora Vallin di Italia Oggi: Credo che nessun siculo possa essere razzista: siamo da sempre un misto di tutto e di tutti. Oggi ci si preoccupa di mostrarsi sempre corretti, e non è facile. Deve sparire dalle favole, sempre che vengano ancora raccontate, l’uomo nero che porta via i bambini cattivi? Penso di sì, anche perché è facile eliminarlo. Ma gli animalisti vorrebbero rinunciare al lupo cattivo, e di questo passo si dovrebbe mettere al bando tutta la produzione dei fratelli Grimm. E come la mettiamo con quel razzista di William Shakespeare e il suo «moro di Venezia», il cattivo dell’Otello?

In Germania è nato un bel caso: si può obbligare il proprietario di un ristorante di Kiel a cambiare nome al suo locale, Zum Mohrenkopf, alla testa di moro? Il problema è che si chiama Andrew Onuegbu, proviene dalla Nigeria ed è lui ad autodefinirsi «un moro». Con orgoglio. Un caso di autorazzismo? Uno specialista di tetti di Magonza, prussiano di origine controllata, si chiama Thomas Neger, negro. Deve cambiare nome per far propaganda alla sua azienda, si chiede il magazine della Süddeutsche Zeitung? Per la sua insegna si è scandalizzato persino il Washington Post, felice di attaccare la solita Germania, dimenticando qualche stato degli Usa. Ci sono state forti pressioni, ma Herr Neger si rifiuta di piegarsi: è orgoglioso del suo cognome. Etimologicamente, sostiene, viene da Näher, più vicino. Inoltre il cambiamento gli provocherebbe un danno economico. La ditta Neger risale a suo nonno, e i clienti sono affezionati al logo.

Coburgo dovrebbe cambiare il suo storico stemma? Al centro mostra il profilo di un africano, ma è San Maurizio, ufficiale romano proveniente dalla Mauritania. Sotto il Terzo Reich lo stemma cittadino, al posto della testa del santo, mise una svastica. Nel centro di Aquisgrana si incontra il Café zum Mohren, ma il proprietario è convinto che non offenda nessuno.

«Potremmo cambiarlo con due puntini», propone ironicamente. La Umlaut sulla «o», che lo trasformerebbe nel «Caffè alla carota». In Norimberga si trova una Mohren Apotheke, una farmacia. A Berlino, in pieno centro, si passa per la Mohrenstrasse è c’è una stazione della metropolitana con questo nome. Un comitato di cittadini propone di ribattezzarla «Via Nelson Mandela».
Non solo Electrolux , altri gruppi chiedono ai dipendenti il Ferragosto in azienda
Fabbriche aperte anche in agosto. La ripresa non aspetta, e in Veneto non fa notizia solo per il caso limite di Electrolux che ha chiesto a un migliaio di dipendenti di lavorare anche a Ferragosto per terminare una commessa. Se il cliente (specie estero) domanda, l’azienda fornisce: senza orari né vacanze. Accade alle trevigiane Pro-gest e Arredo Plast, fornitore di Ikea. E nell’alta padovana, a Grafica Veneta che mai ha chiuso a ferragosto, solo a Natale e per l’annuale cena dei dipendenti. Quest’anno è tra l’altro in stampa il quarto volume della saga dello svedese Stieg Larsson, in uscita il 27 agosto in 35 paesi. A rotativa anche tutta la scolastica francese. Fabbrica blindata, dunque, e inchiostro a pieni giri.
Clima diverso dal 2014
Situazione simile, con riduzioni al minimo, alla De’ Longhi grazie al boom delle macchine del caffè e nel suo spin off Del Clima che ha appena climatizzato l’American University di Beirut, l’ospedale accademico che assiste la comunità libanese. «La situazione è completamente diversa dallo scorso anno, molte aziende a luglio hanno rinnovato i contratti aziendali – conferma Franco Lorenzon, segretario Cisl Treviso – anche se viviamo un effetto polarizzazione: la crisi ha imposto meccanismi di evoluzione diversi, anche nello stesso settore, come il legno-arredamento dove milita la Arredo Plast. In Electrolux, a Susegana (TV) – conclude – è in lavorazione un prodotto medio-alto molto richiesto in Nord Europa; era il nodo della contrattazione di anni fa: far rimanere qui modelli ad alto valore aggiunto». Non fanno eccezione neanche la quotata Zignago Vetro né la veneziana Filoblu che ha appena pubblicato online l’e-store di Collistar e sta gestendo per Santoni la localizzazione negli Stati Uniti (…).