Legge di stabilità, Finmeccanica, Champions League: la rassegna stampa

Pubblicato il 24 Ottobre 2012 9:14 | Ultimo aggiornamento: 24 Ottobre 2012 9:14

ROMA – Finmeccanica, indagato Scajola. Il Corriere della Sera: “Inchiesta Finmeccanica, indagato l’ex ministro e coordinatore del Pdl Claudio Scajola. L’accusa: corruzione internazionale. Spunta una tangente da 550 milioni in una trattativa con il Brasile. Intercettato anche l’ex premier Berlusconi. Verifiche sugli affari con Putin.”

Finmeccanica, manager in cella. Verifiche sugli affari con Putin. L’articolo a firma di Fulvio Bufi.

“Se c’è chi ancora ricorda la maxitangente Enimont, quella che negli anni di Manipulite fu definita «la madre di tutte le tangenti», pagata da grandi imprenditori per finanziare illecitamente quasi tutti i partiti della Prima Repubblica, be’ bisogna che riveda il proprio concetto di «maxi». Quella era di 150 miliardi di lire. Oggi, nell’inchiesta sulla presunta corruzione internazionale collegata alle commesse estere di Finmeccanica, ne viene fuori una, destinata a essere spartita tra l’ex ministro Claudio Scajola, il suo fedelissimo Massimo Nicolucci (parlamentare del Pdl) e il ministro della Difesa brasiliano Nelson Jobin, e collegata alla fornitura di navi militari al Brasile, di 550 milioni di euro. In lire sarebbero quasi 1.065 miliardi: sette volte più della tangente Enimont.”

Il governo contrario a strappi. La carta di un nuovo consigliere. L’articolo a firma di Antonella Baccaro.

“E dunque, niente decisioni prese sull’onda emotiva delle inchieste che spuntano quasi ogni giorno; massima attenzione alla reazione dei mercati (-3,81% ieri) che dall’insediamento di Orsi, tra alti e bassi, tengono botta; definizione di una exit strategy nel caso la situazione di Orsi, per ora indagato per corruzione internazionale e riciclaggio, precipitasse; faro sul business, con una forte interferenza nelle scelte strategiche, emersa per la vendita di Ansaldo energia, per la quale il governo (e le fondazioni) ha fatto scendere in campo il Fondo strategico italiano alla guida di una cordata di imprenditori. Una cordata che sta diventando più pesante: accanto a Acciaierie venete e all’imprenditore Davide Usberti, il gruppo bresciano Camozzi starebbe raccogliendo un buon numero di aziende liguri fornitrici di Ansaldo energia. Un’offerta ancora non c’è, ma intanto Siemens pare non molli, con ciò innescando quella dinamica al rialzo cui il governo puntava. «A me sta molto a cuore capire quali sono le scelte industriali dell’azienda» faceva sapere ieri il leader del Pd, Pier Luigi Bersani.”

Casta, l’ultima furbata. Il Giornale: “No al carcere, ma sì all’ergastolo professionale per i giornalisti. E i giudici definiscono Sallusti un delinquente. La follia delle toghe distrugge la Protezione civile: si dimettono tutti i sismologi.”

L’ultima furbata della casta: revocata la libertà di stampa. L’articolo a firma di Vittorio Feltri.

“Se la legge vedrà la luce così co­m’è, i direttori, che rispondono di ogni articolo pubblicato, hanno una sola via d’uscita: o dare alle stampe soltanto comunicati uffi­ciali, dispacci di agenzia, crona­che edulcorate e commenti enco­miastici sulle attività politiche, giudiziarie, economiche eccete­ra, oppure cambiare mestiere e di­rigere unicamente se stessi, cosa che io sono stato costretto a fare due anni fa. Di fatto, la normativa in corso di elaborazione è intimi­datoria: cari addetti all’informa­zione, piantatela di rompere le scatole, scrivete ciò che vi pare, purché in chiave elogiativa, altri­menti sarete radiati dall’Ordine e costretti a zappare la terra. Sem­pre meglio della reclusione, per carità, ma lorsignori non credano con questo capolavoro di aver re­so un buon servizio ai cittadini che rappresentano. Semmai han­no rivelato la propria indole ven­dicativa, l’astio che li anima quan­do affrontano i problemi della li­bertà d’espressione.”

Legge truffa: 3 anni di stop ai cronisti condannati. L’articolo di Stefano Filippi.

“Un passo avanti per il tormentato disegno di legge sulla diffamazione, che oggi approda in aula al Senato e domani sarà votato per passare alla Camera. Ma è scontato che la bozza varata dalla commissione Giustizia di Palazzo Mada­ma subirà modifiche perché sono stati annun­ciati vari emendamenti. Il punto è il solito: «tro­vare un equilibrio »tra la libertà di stampa e il di­ritto all’onore di chi si ritiene diffamato. Per ora questo equilibrio resta a sfavore del giornalista. Il carcere per il cronista viene eliminato. Be­ne: si ripristina una elementare norma di civiltà che ci equipara agli altri Paesi occidentali. Per il resto la situazione rimane preoccupante. Sono state appesantite le pene in denaro (multe fino a 100mila euro), proporzionali alla gravità del­l’offesa e alla diffusione della testata. È stata in­trodotta, in caso di recidiva, la possibilità di so­spensione dalla professione fino a tre anni: niente lavoro, niente stipendio, niente contri­buti. Tanto varrebbe sottoporsi a qualche mese di servizi sociali. Il giudizio sull’interdizione professionale spetta soltanto al magistrato sen­za coinvolgere l’Ordine dei giornalisti cui com­pete tale sanzione. Sono previste ulteriori ag­gravanti in caso di «dossieraggio», cioè se alla diffamazione concor­rono almeno tre persone all’in­terno del giornale. La discipli­na viene estesa alle testate web registrate, cioè ai siti in­ternet dei giornali e ai notizia­ri telematici indipendenti.”

Manovra, scontro Grilli-Bersani “Benefici al 99%”. “No, falso”. Napolitano: niente retromarcia sul rigore. La Stampa: “Oggi vertice decisivo da Monti: il Pd chiederà l’azzeramento. Il governo studia detrazioni solo per i lavoratori dipendenti.”

Legge di stabilità scontro aperto Grilli-Bersani. L’articolo a firma di Ugo Magri.

“Delle due l’una. O la dice giusta il titolare dell’Economia Grilli, secondo cui la legge di stabilità «non chiede sacrifici» aggiuntivi, ed è motivo di orgoglio perché «da molti anni» ciò non accadeva. Oppure la ragione sta dalla parte di Bersani, che fulmina come «falsa e ardita» l’affermazione del ministro, resa davanti alle commissioni Bilancio di Camera e Senato. E ancora: o racconta la verità Grilli, quando sostiene che della riduzione Irpef beneficerà «il 98,8 per cento dei contribuenti», e gli sfavoriti saranno soltanto «495 mila su 41,5 milioni». O viceversa ha le traveggole il responsabile economico Pd, Fassina, che invita il ministro a evitare «interventi propagandistici» perché «l’effetto riguarda 10 milioni di persone».”

Napolitano: non buttiamo a mare quanto fatto in un anno. L’articolo a firma di Antonella Rampino.

“«Non abbiamo fatto tutto quello che abbiamo fatto in questi ultimi dodici mesi per poi buttarne via i benefici. Se cambiassimo rotta adesso, a che pro sacrifici, tasse e riforme? Gli italiani hanno accettato quelle scelte proprio perchè si rendono ben conto che esse avevano uno scopo preciso, quello di salvare il ruolo dell’Italia nell’Europa della moneta unica». Giorgio Napolitano, in visita di Stato in Olanda, si è fatto precedere da un’intervista al quotidiano economico NRC Handelsblad . E le sue parole sembrano un viatico, una sponda a Mario Monti – col quale il presidente ha parlato prima di partire – nel pieno delle traversie della legge di stabilità. E tanto più che poi in serata, nel discorso di brindisi al ricevimento offerto dalla regina, Napolitano scandirà che «la disciplina fiscale è un imperativo, e il governo di Roma lo sa».”

In Europa non è Juve. Il Corriere dello Sport: “Nordsjaelland avanti, Vucinic entra e pareggia. Lo Shakhtar batte il Chelsea (2-1) e vola. Champions a rischio.”

“La Juve senza rivali in Italia non guarisce dalla sindrome europea: soltanto un pareggio contro il piccolo Nordsjaelland e adesso la Champions League è appesa a un filo. Riconosciuti i meriti danesi – buona architettura tattica, coraggio da vendere -, è giusto inchiodare le colpe bianconere: gioco prevedibile, piglio insufficiente, risveglio tardivo dopo la punizione magica di Beckhmann. Meno male che ci pensa Vucinic, strappato alla panchina, altrimenti le speranze sarebbero ancora più ridotte.”

“Non sarà l’ultima per me…”. L’articolo a firma di Furio Fedele.

“Allegri, nonostante tutto, continua a sprizzare ottimismo da tutti i pori. Anche ieri a Malaga. La musichetta di Champions League, però, è l’unico conforto che ha in questo momento. Anche gli iriducibili (in tutti i sensi…) della Curva Sud sono stati chiari lunedì scorso quando si sono ripresentati a Milanello. Bisogna cambiare marcia in campionato, non si possono perdere colpi in Champions League, il credito e la pazienza sono finiti. Questa sera a Malaga potrebbe “saltare” la sua panchina. Già messa in pericolo almeno in tre altre occasioni in questo tormentatissimo avvio di stagione.”