Libero: Banca d’Italia aumenta a 20 mila euro “l’indennità di cravatta” per i dirigenti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 settembre 2014 18:23 | Ultimo aggiornamento: 10 settembre 2014 18:23
Libero: Banca d’Italia aumenta a 20 mila euro “l’indennità di cravatta” per i dirigenti

Libero: Banca d’Italia aumenta a 20 mila euro “l’indennità di cravatta” per i dirigenti

ROMA  – Sul tetto agli stipendi di 240 mila euro per i dipendenti della pubblica amministrazione il governo Renzi ha ricevuto un guanto di sfida dalla Banca d’Italia, secondo quanto scrive Chris Bonface su Libero Quotidiano. Perché la Banca centrale italiana non solo non ha ridotto gli stipendi ai suoi dirigenti, ma ha aumentato del 15%, con una delibera del consiglio superiore datata 25 luglio 2014, una componente dello stipendio di alcune categorie di dirigenti.

È “l’indennità di rappresentanza“, quella componente che potremmo definire “indennità di cravatta” e che gli stessi sindacati dei dipendenti di Bankitalia hanno ironicamente ribattezzato “indennità per vestirsi bene”. Con il 15% in più, scrive Bonface, l’indennità “dovrebbe superare i 20 mila euro annui”.

“Il governo di Matteo Renzi si attendeva dalla Banca d’Italia se non proprio un obbedisco, almeno un segnale sull’invito formale ad avvicinarsi al tetto di 240 mila euro messo sugli stipendi di tutti i dipendenti della pubblica amministrazione. Pur con numerose furbizie perfino Camera e Senato, che sono amministrazioni autonome e indipendenti come la banca centrale, qualche passo in quella direzione hanno pure fatto (sarà formalizzato il prossimo 18 settembre).

Il segnale da via Nazionale è in effetti arrivato. Ma in direzione diametralmente opposta, tanto da sembrare una sorta di guanto di sfida al governo. Il 25 luglio scorso il consiglio superiore della Banca d’Italia ha deciso di aumentare del 15% ad alcune categorie di dirigenti una componente retributiva fissa, come l’indennità forfettaria delle spese di rappresentanza. Le cifre non sono enormi: si tratta di circa 3-4 mila euro lordi all’anno in più per un gruppo ristrettissimo di dirigenti, qualche decina di beneficiari: funzionari generali, condirettori centrali, vice capi Dipartimento e direttori di sede. L’indennità viene erogata su base semestrale, e l’importo non è reso pubblico nella sezione trasparenza del sito istituzionale della Banca d’Italia.

Variava secondo le varie funzioni, e più volte la stampa ne ha scritto senza smentite dicendo che ammontava in circa 17 mila euro annui (8.500 a semestre). Con il nuovo aumento si dovrebbe quindi superare i 20 mila euro annui. Formalmente quella indennità dovrebbe anticipare delle spese di rappresentanza davvero sostenute, che possono comunque essere rimborsate a piè di lista separatamente con tutte le autorizzazioni e le verifiche del caso. Negli anni si è trasformata in una vera e propria componente retributiva, che gli stessi sindacati hanno ribattezzato «indennità per vestirsi bene».

La spesa di rappresentanza a cui si riferisce è infatti quella del decoro personale che debbono avere gli alti dirigenti che rappresentano fuori la banca centrale: un buon vestito adeguato alle occasioni, una cravatta che rispetti lo stile, scarpe e così via. L’indennità è corrisposta una volta al semestre proprio per quel motivo: cambiano le stagioni, e naturalmente cambiano anche gli abiti di rappresentanza. A differenza del passato, la scelta del consiglio superiore della Banca d’Italia si selezionare solo una ristretta platea di beneficiari dell’aumento retributivo, ha scatenato qualche mal di pancia perfino all’interno del variegato mondo sindacale della banca centrale.

Toni soft, ma perplessi da parte del Cida, il sindacato dei dirigenti interni, che sostiene di «non contestare la decisione in sé», ma di essere preoccupato «per un risultato a cui non si è arrivati per la via maestra che noi avevamo indicato – che peraltro implicava un confronto negoziale con il sindacato -, ma attraverso l’ennesima manifestazione di discrezionalità dell’Amministrazione, di cui ormai si faticano a scorgere i confini».

Ben più vibrante il commento di un’altra organizzazione sindacale interna, il Sibc (Sindacato indipendente della Banca centrale- Cisal), che dal suo punto di vista ovviamente contesta la platea troppo ristretta dei dirigenti a cui è stato concesso l’aumento, chiamandola «l’ennesima vergogna». Il Sibc attacca: «Chi guida la Banca d’Italia non perde mai occasione per dimostrare di fregarsene dell’equità di trattamento del personale, trovando ogni scusa per dare soldi aggiuntivi solo ad alcuni dirigenti che appartengono al cerchio magico: promozioni ogni tre anni, aumento delle gratifiche segrete alla faccia del blocco economico per gli altri, ora auto-aumento ad personam dell’indennità di rappresentanza. C’è davvero da chiedersi per quale misterioso motivo l’istituzione dei dipartimenti comporti la necessità di aumentare le spese per vestirsi bene…».

L’indennità di rappresentanza o del bel vestito che dir si voglia è solo una delle tanti voci variabili della retribuzione di un dirigente della Banca d’Italia (in tutto sono 606 mentre i funzionari sono 1.470): ci sono infatti le indennità di rischio, quella forfettaria per maggiori prestazioni, quella di residenza, di bilinguismo, l’assegno individuale si servizio, quello di grado, il premio di presenza, la gratifica, e una sere di compensi per speciali incarichi che dipendono appunto da questi ultimi”.