Libero: “I funzionari francesi allarmati: aria di rivoluzione”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2013 14:43 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2013 14:44
prefetti

La notizia su Libero

ROMA – In Francia è allarme rosso: l’ultima sintesi confidenziale datata 25 ottobre, elaborata dai prefetti sul clima economico e sulle tensioni sociali non poteva essere peggiore. Si tratta di un documento riservato di cui Libero è entrato in possesso, che viene elaborato ogni mese dalla segreteria generale del ministero dell’Interno, su quanto viene segnalato dalle prefetture francesi e indirizzato alle più alte cariche istituzionali, prima fra tutte l’Eliseo.

Scrive Leonardo Piccini su Libero:

“Il documento classificato riguarda tutto ciò che potrebbe accadere nei 101 Dipartimenti di Francia, i cui territori per estensione, corrispondono grosso modo alle province italiane. La sintesi precedente era datata 27 settembre e metteva in guardia il governo centrale dalle clamorose proteste contro il fisco scoppiate prima in Bretagna, e poi propagatesi nel volgere di sole due settimane in altri Dipartimenti francesi. Oggi, il documento è ancor più allarmante ed esplicito, vi si legge infatti: «Tutti i prefetti segnalano un clima di forte esasperazione, di rabbia, di vera e propria collera sociale pronta a scoppiare alla prima occasione »; «basta infatti una scintilla e la ribellione potrebbe scoppiare in modo clamoroso e interessare tutto il territorio nazionale, assumendo le sembianze di una vera e propria rivolta fiscale a carattere nazionale…».

Il documento, in particolare, cita sette Dipartimenti come i più esposti a questo rischio, indicando in particolare i territori dell’Alta Savoia e della Loira-Atlantique come casi emblematici: «Proteste clamorose, che potrebbero assumere le caratteristiche di aperta contestazione, di ribellione che partendo da uno o più Dipartimenti, potrebbe poi finire con il federarne altri e minacciare così le istituzioni locali…». Il documento prosegue mettendo in luce i motivi di tanto malcontento popolare: «Si tratta di una protesta originata da un clima di vero e proprio dolore sociale, di una sofferenza diffusa, che potrebbe presto esprimersi in modo “eruttivo” e perciò incontrollato… magari attraverso una sequenza di atti collettivi più o meno spontanei ma di certo non organizzati… con il pretesto di manifestazioni o di mobilitazioni sindacali per esprimersi poi in una sequenza di azioni violente».

Secondo la nota elaborata dai prefetti francesi, si tratta «di atti di collera collettiva, che si esprimono in modo spontaneo perché non elaborati all’interno di movimenti sociali e collettivi ben strutturati e radicati (come i partiti politici o i sindacati) », in particolare come indicato dalle note dei prefetti di Calvados, di Lozère, e di l’Orne. Secondo questa sintesi «si tratta di rivendicazioni che vengono portate sempre più al di fuori di quello che è il quadro sindacale, attraverso azioni radicali e clamorose come scioperi della fame, blocchi stradali di lunga durata, perturbazioni e minaccia all’or – dine pubblico come avvenuto recentemente durante grandi manifestazioni culturali o a carattere sportive». (…)

Nella seconda parte del loro rapporto segreto alle più alte cariche dello Stato, i prefetti mettono nero su bianco: «La giornata nazionale di mobilitazione del 22 ottobre scorso contro l’ecotassa ha dimostrato che il malcontento sociale non ha più solo carattere locale e non si limita più solo alla Bretagna…», e citano 23 Dipartimenti da l’Ain a la Somme, in cui «agricoltori, imprenditori, muratori, trasportatori e studenti si sono mobiliati in modo collettivo e spontaneo, coinvolgendo territori e settori un tempo refrattari alla protesta sociale».”