Libero: “Italia in affanno, trattativa con Ue per allentare fiscal compact”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 26 settembre 2014 10:33 | Ultimo aggiornamento: 26 settembre 2014 10:34
Pier Carlo Padoan

Pier Carlo Padoan (LaPresse)

ROMA – L’Italia, in affanno, sta cercando di contrattare con Bruxelles un accordo per diluire gli effetti e quindi ammorbidire i rigidi parametri decisi e concordati con l’Ue. In particolare Roma insiste a far slittare il pareggio di bilancio di 12 mesi. Il ministero del Tesoro e il soggiorno a Bruxelles di Pier Carlo Padoan è stato letto come l’ennesimo tentativo – punterebbe ad ottenere dall’Europa l’autorizzazione ad uno slittamento al 2017 con il “close to balance” al 2016, un anno dopo la tabella di rientro già definita.

Nel 2014, ha sempre spergiurato Renzi, l’Italia “rispetterà il tetto del 3%” del deficit (intorno al 2,8%), anche grazie al ricalcolo statistico dell’Istat (includendo prostituzione e droga nella richezza prodotta). Ma se nel 2015 il rapporto deficit/Pil dovrebbe comunque continuare a galleggiare in quest’area, via XX Settembre teme di non riuscire a rispettare i vincoli del fiscal compact sul deficit strutturale, da ricondurre al livello concordato close to balance (una forchetta dello 0,5%).

Scrive Antonio Castro su Libero:

Ma la girandola di incontri europei non è servita solo a convincere i partners a concederci una dilazione nel raggiungimento degli obiettivi di risanamento, ma anche a discutere dei famosi 300 miliardi di investimenti europei. E infatti solo ieri le agenzie di stampa hanno diffuso notizia dell’ incontro (avvenuto mercoledì), tra il nostro titolare del Tesoro e il nuovo presidente della Commissione Jean Claude Juncker. Trapelata la notizia la portavoce di Juncker, Natasha Bertaud, non ha potuto far altro che confermare (meeting pare richiesto proprio dal ministro italiano). Impossibile, ovviamente, conoscere i temi sul tavolo ma non serve la sfera di cristallo: si sarà parlato certamente della nuova Commissione e del ricco piano di investimenti da 300 miliardi a cui sta lavorando Juncker. Ieri, invece, sempre a Bruxelles, Padoan ha avuto una serie di incontri informali (il ministro è presidente di turno dell’Ecofin), con il vicepresidente designato su euro e dialogo sociale, Valdis Dombrovskis, e il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici.

Padoan deve approfittare di queste giornate (con il presidente Renzi negli Stati Uniti), per tessere la sua tela di relazioni e non rischiare che a metà ottobre (quando l’Italia dovrà consegnare in Europa la Legge di stabilità 2015 per farla approvare), questa venga impallinata. Insomma, Padoan ha sondato i margini di manovra, neanche uscendo troppo dai pronunciamenti programmatici di Renzi («serve flessibilità, all’interno delle regole che rispetteremo», ha sempre ribadito e promesso il premier). Diluire al 2016 il pareggio di bilancio, rappresenterebbe per l’Italia una boccata di ossigeno (finanziario). E una maggiore disponibilità di almeno 7/8 miliardi che altrimenti andrebbero messi a copertura per agguantare il pareggio. E così il governo avrebbe qualche miliardo in più spendere in stimoli dell’economia già promessi. Ma il tempo corre. Tra meno di 3 settimane va consegnata la legge di Stabilità a Bruxelles.

E prima ancora la Nota di aggiornamento al Def (che è stata rinviata dal 20 settembre a fine mese, forse 1 ottobre, per consentire di calcolare anche droga e prostituzione nel Pil). Fatti tutti i conti la Nota potrebbe approdare in Consiglio dei ministri martedì prossimo (30 settembre) però qualche ora prima dovrà essere “bollinata” in Parlamento per il via libera formale da parte del nuovo Ufficio Bilancio (…)