Libero: “La macchina del fango della Morani sulla Boschi”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Gennaio 2014 16:06 | Ultimo aggiornamento: 17 Luglio 2014 8:23
Libero: "La macchina del fango della Morani sulla Boschi"

Libero: “La macchina del fango della Morani sulla Boschi”

ROMA – “La macchina del fango della Morani sulla Boschi” scrive Mattias Mainiero su Libero:

Stiamo parlando di una signora molto gentile e anche carina, ma un po’ maldestra: Alessia Morani, responsabile giustizia del nuovo Pd renziano. La conoscete, sapete com’è andata: l’on. Morani, la scorsa settimana, fu ospite di Floris a Ballarò. Apparizione televisiva disastrosa: tre domande e tre risposte una più incomprensibile dell’altra. Se si fosse trattato di un esponente politico qualsiasi, il disastro sarebbe passato sotto silenzio. Trattandosi di un esponente di punta del Pd, decidemmo di dedicare al deragliamento televisivo un articolo. Da notare: ci limitammo a riportare le frasi della Morani, quasi un testo stenografico. Apriti cielo. Alessia Morani non ha gradito, ha concesso un’intervista al Corriere della Sera (che gentilmente l’ha messa in pagina) e con un geniale colpo di fantasia ha parlato di macchina del fango.

«Tutti noi renziani dobbiamo abituarci ai giornalisti di parte, di destra, pagati per infangarci, per demolire subito il nuovo che nasce, che cresce». Ancora: «Hanno acceso il ventilatore sul fango e cercano inutilmente di sporcare il nuovo gruppo dirigente del Pd inventando menzogne su menzogne ». On. Morani, non si offenda e non si atteggi a vittima. A parlare a Ballarò, le assicuriamo, era proprio lei. Equelle erano le sue frasi. Se lehadimenticate, la colpa non è nostra. Forse solo del fatto che essendo indigeste e sconclusionate, involute (definizione by Corriere) l’autrice le ha rimosse. Uno sforzo di memoria e vedrà che arrossirà. Se la memoria difetta, riascolti le registrazioni. Immaginiamo che dovrà arrossire di nuovo. Nel frattempo, a proposito di macchine del fango e del ridicolo, ci piacerebbe che lei, gentilissima signora, ci spiegasse questa frase riportata dal Corriere, a lei attribuita e mai smentita. Si parla di illazioni che non meglio precisati giornalisti farebbero aproposito di alcune esponenti del Pd.

Lei, avvocatessa, si lancia in difesa delle colleghe e, nel pieno delle sue facoltà mentali, butta lì ilnome di Maria Elena Boschi. Onorevole, sa come funziona la macchina del fango? Si butta un nome lì, Maria Elena, Maria Elena Boschi. E non aggiunge altro. L’inter – vistatore, che di mestiere fa questo, chiede: «Già, la Boschi».Eil ventilatore scatta alla massima velocità: «Lo sa anche lei, no?SullaBoschifanno illazioniperirapporti che ha con Bonifazi e con Renzi, cose pesanti, molto pesanti francamente». «Rapporti che ha»: lei dice proprio così. Non: «Rapporti che avrebbe». Non: «Presunti rapporti». Rapporti che ha. E lei di mestiere fa l’avvocato, conosce le parole, conoscele conseguenze delle paroleche si usano. Sa anche cosa sono le sfumature, i condizionali, le formule dubitative. Gentilissima avvocatessa, noi siamo semplici giornalisti, e siamo curiosi, come i nostri lettori. Ci spiega, per favore, di quali rapporti si tratta? Immaginiamo, ma possiamo sbagliare, che non siano rapporti epistolari.

E neppure rapporti di parentela. La sua strana macchina (non sappiamo se del fango o del ridicolo o del superfluo) a cosa alludeva? Cos’ha messo nel suo ventilatore? Ci fermiamo qui, con una piccola aggiunta, dovuta semplicemente al fatto che lei è giovane, deve imparare e quasi quasi ci fa tenerezza. Lei si lamenta perché in tv non le chiedono le cose di cui è esperta. Bene. La prossima volta faccia o faccia fare a Floris o chi per lui una semplice domanda: «Scusi, di cosa si parlerà nella sua puntata?». Se le rispondono: di giustizia, lei accetti l’invito. Se le dicono: di lavoro, di pensioni, di politica estera eccetera eccetera, rifiuti. Forse la sua vanità subirà un colpo. Ma noi non dovremo scrivere articoli che potrebbero farla passare per un’ignorante o per un parlamentare dall’eloquio zoppicante. P.S. A proposito, chi scrive non è un giornalista di destra. Solo un giornalista che, se mai, vede le cose stando con la testa a destra (e mica sempre). C’è una bella differenza. Se non ci arriva, se la faccia spiegare.