Rassegna Stampa

Libero: “Onda Azzurra”. Per Berlusconi vittoria possibile con l’Italicum

Libero: "Onda Azzurra". Per Berlusconi vittoria possibile con l'Italicum

Libero: “Onda Azzurra”. Per Berlusconi vittoria possibile con l’Italicum

ROMA – Per Berlusconi, e per la coalizione di centrodestra, con la probabile nuova legge elettorale, è possibile una vittoria al primo turno scrivono i sondaggisti e scrive anche Libero oggi, con un articolo di Fausto Carioti:

Sondaggi elettorali alla mano, Matteo Renzi ha tanti buoni motivi per preoccuparsi. Il primo è noto da tempo: l’«effetto Renzi» sui numeri del Pd si è visto solo nelle rilevazioni di pochi istituti, dalle quali peraltro pare essere già svaporato. L’arrivo del nuovo segretario, la sua onnipresenza televisiva, la carica di novità ed energia che un leader nuovo e giovane porta, o dovrebbe portare: ecco, tutto questo non si è tradotto in un incremento stabile e significativo delle intenzioni di voto nei confronti del Partito democratico. All’indomani della nomina a segretario, avvenuta in seguito alle primarie dell’8 dicembre, il Pd era quotato attorno al 30% da tutti i principali istituti e la coalizione progressista era impegnata in un testa a testa con l’alleanza di centrodestra, spesso superandola di poco.

Con Forza Italia (penalizzata dalla scissione del Nuovo Centrodestra) quotata stabilmente tra i 6 e i 10 punti al di sotto del Pd, ma con l’intero raggruppamento moderato che è sempre apparso in grado di giocarsela sino in fondo. Merito, piaccia o meno, della capacità attrattiva di Capitan Berlusconi: non dispone di una grossa cannoniera, però può mettere in mare una flotta dalla potenza di fuoco equivalente. Ma il vento negli ultimi tempi è cambiato. E non in direzione favorevole a Renzi. Il probabilissimo ingresso dell’Udc nella coalizione di centrodestra garantisce al rassemblement qual – che punto in più. E l’avvicinarsi delle elezioni europee, malgrado i richiami di Giorgio Napolitano, premia le forze anti-europeiste, o comunque decisamente critiche verso Bruxelles e l’euro, tra le quali vi è senza dubbio Forza Italia. Mentre i partiti di governo pagano, chi più chi meno (e il Pd non fa eccezione), il tributo all’immobilismo dell’esecutivo e alla impopolarità della politica economica di Fabrizio Saccomanni. Il risultato è che il centrodestra in questi giorni è dato in vantaggio da quasi tutti i principali istituti, e che la fatidica «quota 37» (ovvero la soglia al di sopra della quale scatta il premio di maggioranza se conseguita da una sola coalizione, l’accesso al ballottaggio nel caso in cui siano due coalizioni o nessuna a raggiungerla) è a portata di mano del centrodestra, ma non del raggruppamento guidato da Renzi. In parole povere, se si votasse oggi, il polo moderato avrebbe discrete chance di vittoria al primo turno. L’«effetto Europa» è evidente soprattutto nella rilevazione fatta da Ipr Marketing e pubblicata ieri da Repubbli – ca.it. Si tratta del primo sondaggio in vista del rinnovo del Parlamento di Strasburgo, previsto a fine maggio.

Il dato è positivo per il Pd solo se letto accanto al risultato delle precedenti Europee, svoltesi nel 2009, alle quali i de- mocratici ottennero il 26,1%: oggi, secondo gli interpellati da Ipr, a mettere la croce sul simbolo del partito di Renzi sarebbe il 27,6% degli elettori: un lieve progresso rispetto a quattro anni prima, che conferma però lo scarso valore aggiunto rappresentato dall’arrivo al timone del nuovo segretario. Soprattutto, colpisce il raffronto con gli ultimi sondaggi condotti dallo stesso istituto: quello del 24 gennaio dava il Pd al 32,5%. Allora si misuravano le intenzioni di voto per le politiche nazionali, stavolta quelle per le Europee, con tutte le differenze che questo comporta nelle motivazioni degli elettori e nel modo in cui i partiti si presentano. Ma cinque punti persi in così pochi giorni sono tanti. Forza Italia, per dire, tra gli stessi due sondaggi è balzata dal 21 al 24,3% e il M5S dal 21 al 25,4%. Includendo l’Udc (è un esercizio teorico, visto che una simile intesa non è prevista alle Europee, dove il meccanismo di assegnazione dei seggi è di tipo proporzionale e non incentiva le grandi aggregazioni), da questa rilevazione la coalizione di centrodestra esce con il 39,6% dei voti, contro un 31,3% dei rivali di centrosinistra. Nei sondaggi fatti in questi ultimi giorni dagli altri istituti cambiano le proporzioni, non il vincitore: Datamedia premia il centrodestra, Udc inclusa, con il 36,9% contro il 36%, Emg con il 35% contro il 34,2%, Tecné addirittura con il 38,8% contro il 33,7%, Euromedia con il 36,3% contro il 32,4%. La probabile entrata di ciò che resta di Scelta civica nell’alleanza renziana cambierebbe solo di poco questa fotografia.

 

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