Libero: “Ora Stefania Craxi può insultare Rutelli gratis”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 febbraio 2014 12:40 | Ultimo aggiornamento: 25 febbraio 2014 12:41
Stefania Craxi può insultare Rutelli gratis. Respinta seconda querela ex sindaco

Rutelli (LaPresse)

ROMA – Respinta la seconda querela di Francesco Rutelli contro Stefania Craxi, che aveva raccontato di quando gli diede dello “stronzo”.

Scrive Libero:

Ricordare un vecchio insulto – per il quale, peraltro, si è già stati condannati- non è un reato. Perciò viene respinta la querela di Rutelli Francesco contro Craxi Stefania perché «non è stata posta in essere una nuova diffamazione» nei confronti del querelante, avendo semplicemente riferito «di un precedente fatto storico».

Così si legge nella sentenza del giudica Giulia Conte, del tribunale di Grosseto, nei confronti del querelante Rutelli contro la Craxi, accusata di diffamazione in seguito ad un intervista rilasciata proprio a Libero, a Barbara Romano, nell’ottobre del 2008. Alla seguente domanda: «Da Francesco Rutelli si è beccata una querela perché gli ha dato dello stronzo», la Craxi ha risposto: «Intanto non gli ho dato dello “esse-ti-erre…”, perché non vorrei beccarmi un’altra querela. Gli ho dato del “grandissimo stronzo”». Poi la Craxi ha spiegato perché se ne fosse uscita con un simile epiteto: «Avendo visto per anni pietire nei corridoi l’attenzione di mio padre, quando gli ho sentito dire “voglio vedere Craxi consumare il rancio nelle patrie galere” mi ha fatto uscire dai gangheri. Però sono stata condannata a pagare 50 mila lire», pagate in 36 rate, ha raccontato sempre l’intervistata, «per poter scrivere 36 volte dietro al bollettino postale come causale che avevo dato del “grandissimo stronzo al sindaco di Roma”».

E a questo punto è scattata la seconda querela di Rutelli. L’antefatto a tutta la vicenda, infatti, riguarda quel che è accaduto anni prima. Per la precisione nel 1993: l’allora candidato sindaco di Roma Francesco Rutelli si augura in diretta tv di «vedere Craxi consumare il rancio nelle patrie galere». La figlia Stefania la prendecomprensibilmentemale e in seguito definisce in pubblico Rutelli «un grandissimo stronzo». Lui querela e vince: come già detto, cinquantamila lire di risarcimento. Che la Craxi si prende il gusto di versare in quelle 36 comode rate che le permettono di distillare la propria vendetta verbale (espressa anche nella causale del versamento). Poi, dopo altre dichiarazioni nello stesso stile, arriva l’intervista a Libero. Rutelli riparte all’attacco, pur avendo ammesso, nel frattempo, di essersi pentito di quelle pesanti affermazioni su Bettino Craxi. Nel 2006, infatti, spiega: «Sono passati dodici anni, era un altro momento. Mi dispiace… Oggi quella frase non la ripeterei più».

Ma quando legge l’intervista a Libero quel senso di pentimento dev’essere sfumato e deve essere subentrata l’indignazione, dato che è scattata la querela (…)