Libero: “Il Pd si ritrova in casa una supervilla abusiva”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 gennaio 2014 15:57 | Ultimo aggiornamento: 14 gennaio 2014 15:57
Libero: "Il Pd si ritrova in casa una supervilla abusiva"

Libero: “Il Pd si ritrova in casa una supervilla abusiva”

ROMA – “Una supervilla abusiva svela la guerra nel Pd” scrive Matteo Pandini di Libero: “Renziani accerchiati. Imbarazzo a Perugia: il padre del presidente provinciale costretto a demolire. Nella sua proprietà piscina e campo da tennis”.

L’articolo di Matteo Pandini:

Succede a Umbertide, feudo rosso di circa 17mila anime nella rossa Perugia, tra gli ulivi del parco del Monte Acuto. Panorama. it ha scritto che in un terreno con fabbricati intestati a Giancarlo Guasticchi, ex potentissimo segretario generale della Provincia che un tempo veniva sobriamente soprannominato «l’imperatore», è spuntato un casale di lusso. Il sito del settimanale ha parlato di circa 250 metri su tre livelli, ricavati da un ex fabbricato agricolo di 32 metri. Non manca nulla. Piscina, sauna, campo da tennis, idromassaggio. Giancarlo Guasticchi è padre di Marco Vinicio, presidente Pd della Provincia di Perugia e assiduo frequentatore della dimora intestata a papà. È renziano doc. In queste terre il sindaco di Firenze ha stracciato il bersaniano Gianni Cuperlo superando il 75%. Marco Vinicio Guasticchi ha ambizioni romane o da governatore regionale. Tanto per inquadrare la questione, ricordiamo che fino alla scorsa primavera il sindaco di Umbertide era Giampiero Giulietti, attuale parlamentare democratico. Insomma, il centrosinistra non ha rivali. Tornandoa bomba,solopoche settimane fa – e dopo un lungo tira e molla – la Regione Umbria ha messo per iscritto alcuni punti fermi di questa faccenda imbarazzante.

L’area di cui parliamo è effettivamente soggetta a tutela paesaggistica. E l’amministrazione comunale interessata, ha spiegato l’assessore regionale Silvano Rometti (Socialisti e riformisti per l’Umbria)«ha ritenuto di non rilasciare né il permesso di costruire in sanatoria né l’autorizzazione paesaggistica in sanatoria, richiesti dal proprietario, a causa di ulteriori abusi edilizi, precedentemente non facilmente individuabili, riscontrati negli accertamenti eseguiti in data 22 e 25 ottobre 2013, che hanno avuto come esito l’emissione di una ulteriore ordinanza di demolizione». Insomma, gli abusi ci sono (in tutto sarebbero almeno tre) e non c’è sanatoria che tenga. Peccato che per mesi i protagonisti della vicenda abbiano negato, smentito, taciuto. E che il Comune di Umbertide si fosse addirittura rifiutato di consegnare degli atti al consigliere leghista che ha sollevato il caso, Gianluca Cirignoni, sostenendo che un rappresentante regionale «non ha interesse concreto, diretto e attuale» per ficcanasare in certe questioni. Una risposta che l’esponente del Carroccio s’è fatto mettere nero su bianco e che i solerti uffici hanno inviato per conoscenza anche all’ex «imperatore». Che a fine ottobre, a La Nazione, smentiva tutto elencando i permessi che a suo dire gli erano arrivati da Comune e Soprintendenza. Chiariva, il padre del presidente democratico, che si trattava di un semplice «ampliamento di una struttura preesistente per ricavare un magazzino e una rimessa per attrezzi». In un secondo tempo – dichiarava allo stesso quotidiano – aveva chiesto e ottenuto di fare anche due tettoie e di innalzare la copertura a falde di 90 centimentri. Anche qui – sostiene l’interessato – con tutte le autorizzazioni. «Non si tratta di un’abitazione di 250 metri quadrati distribuiti su tre livelli, bensì di un annesso pertinenziale di 90 metri quadri distribuiti su due livelli » assicurava. Poi, certo, «in corso d’opera sono state eseguite alcune modifiche» ma «il Comune, al termine dei due procedimenti di sanatoria, mi ha comunicato l’importo delle oblazioni e il relativo pagamento è stato effettuato ». Una realtà ben diversa da quanto dichiarato ufficialmente dalla Regione poche settimane fa. Interrogato dai quotidiani locali, il presidente Marco Vinicio Guasticchi ha tagliato corto: «Non sono interessato alla questione. Non ho dichiarazioni da fare su una cosa che non solo non mi riguarda, ma che neanche esiste». Invece esiste eccome, a meno che la Regione non abbia dichiarato il falso. Prima della risposta dell’assesso – re, la famiglia Guasticchi aveva gridato «al killeraggio» e «alla bufala ». Sulla questione è stato sguizagliato pure il Corpo Forestale. I parlamentari leghisti Paolo Grimoldi e Stefano Candiani hanno presentato interrogazioni alla Camera e al Senato.

E Cirignoni ha portato tutta la documentazione in Procura. Questa storia imbarazzante è frutto –molto probabilmente – di un regolamento di conti interno ai democratici. Tutto è partito da alcune lettere anonime inviate al consigliere regionale leghista, in un caso firmata Mario Correnti. Uno degli pseudonimi di Palmiro Togliatti. In mancanza di riscontri completi ci teniamo nella penna alcune delle circostanze denunciate dall’igno – to sputtanatore del Pd e che però – per quanto è stato possibile accertare fino a questo momento –non ha sbagliato un colpo.Hadescritto anche le imprese e i progettisti che avrebbero lavorato nella proprietà di Guasticchi, e la magistratura ha in mano tutti gli elementi. Tra le altre cose, dovrà stabilire se l’imperatore ha versato tutte le imposte dovute per la proprietà, Imu compresa. Essendoci stati degli abusi, ipotizziamo che la risposta sia negativa. Insomma, è il momento delle indagini e dei controlli.Edellademolizione. Meglio tardi che mai, visto che nessuno sembrava essersi accorto di quanto stava succedendo sul Monte Acuto. Che ora diventa la punta dell’iceberg di una lotta – quella tra renziani e bersaniani – che in Umbria è particolarmente feroce. «Mi sono trovato davanti un muro di omertà» conferma il leghista Cirignoni. «Il presidente Guasticchi deve dire cos’è successo esattamente. E spiegare come mai ha negato tutto».