Libero: “Pensioni, gli italiani i più tassati d’Europa”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 19 Novembre 2013 10:13 | Ultimo aggiornamento: 19 Novembre 2013 10:13
Pensioni, gli italiani i più tassati d’Europa

Pensioni, gli italiani i più tassati d’Europa

ROMA – I pensionati italiani subiscono la pressione più forte: pagano 4mila euro d’imposte l’anno contro 39 dei tedeschi. E la legge di stabilità vuole anche togliere lo scudo anti inflazione.

Scrive Antonio Castro su Libero:

Meglio di un bancomat. Le pensioni degli italiani, per lo Stato, rappresentano un sistema sicuro di aggiustamento del bilancio. Spremuti e vessati come nessun altro in Europa i nostri pensionati. Non solo gli italiani, in confronto ai pensionati (o pensionandi), europei pagano tanto, ma vengono bastonati due volte: in fase di accumulo (quando lavorano e pagano i contributi), e poi anche quando passano all’incasso. A prendersi la briga di fare i conti in tasca ai pensionati italiani è stata la Confesercenti: un pensionato italiano medio paga circa 4mila euro di tasse, uno tedesco solo 39.

In verità prima in Germania le tasse sui pensionati proprio non esistevano. Angela Merkel, anche lei alle prese con i taglial welfare, ha cominciatopian piano a tosare i pensionati tedeschi attirandosi fulmini e contumelie dai lavoratori. Ma comunque Berlino rappresenta il paradiso in confronto con il livello italiano, La Confesercenti sottolinea che il peso fiscale su pensioni è quadruplo anche rispetto alla Francia, e doppio rispetto a quello spagnolo (…)

L’Associazione dei commercianti parla apertamente di «detrazioni inique», perché uno stesso identico reddito viene tassato diversamente a seconda che si tratti da guadagni da lavoro o da rendita pensionistica. L’importo delle detrazioni d’impo – sta riconosciute ai pensionati (1.725 euro al di sotto dei 75 anni e a 1.783 euro oltre 75 anni è inferiore a quello previsto a favore dei redditi da lavoro dipendente (1.840 euro). E come se non bastasse nel nostro Paese «non vi è traccia dei trattamenti impositivi agevolati che sono riconosciuti nella quasi generalità dei Paesi europei, ricorrendo a deduzioni maggiorate e, talora, esentando parzialmente dall’imposta sul reddito l’importo della pensione», ricostruisce la Confederazione. Ma quanto pesano in percentuale queste penalizzazioni fiscali? Un esempio: i pensionati italiani pagano il 20,73% di imposte, in Spagna il 9,5%.

Confesercenti ha individuato due livelli di pensione entro i quali si collocano i due terzi dei 16,5 milioni dei pensionati italiani: quelli corrispondenti a 1,5 volte ed a 3 volte il trattamento minimo Inps (pari, nel 2013, a 9.661 euro e, rispettivamente, a 19.322 euro). L’associazione spiega inoltre di aver poi dato per assunto che il pensionato di riferimento abbia un’età compresa fra i 65 e i 75 anni e non abbia carichi di famiglia. Infine, per determinare l’importo del prelievo regionale e comunale, si è ipotizzato che il pensionato sia residente a Roma. In base ai dati Confesercenti, il confronto praticamente non esiste per la pensione pari a 1,5 volte il trattamento minimo: solo il pensionato italiano paga le imposte (che decurtano di oltre il 9% la sua pensione),mentre altrove non si subisce alcun prelievo, perché esistono specifici «trattamenti agevolativi».

Nel caso del trattamento pari a tre volte il minimo: il pensionato italiano è soggetto ad un prelievo doppio rispetto  a quello spagnolo, triplo rispetto a quello inglese, quadruplo rispetto a quello francese e, infine, incommensurabilmente superiore a quello tedesco. Il divario emerge ancor più eclatante se il confronto viene effettuato in valore assoluto, rispetto alle imposte pagate in ciascun Paese con riferimento a una pensione pari a tre volte il minimo: si va dagli oltre 4mila euro sopportati dal pensionato italiano ai 39 a carico del pensionato tedesco (…)