Liberò il serial killer. Perdonato e già al suo posto, Mario Giordano su Libero

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 gennaio 2014 9:40 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2014 9:40
Salvatore Mazzeo

Salvatore Mazzeo

ROMA – Giuseppe Mazzeo, “quello che liberò il serial killer” Bartolomeo Gagliano, il direttore della prigione di Marassi, scrive Libero “è già stato perdonato ed è tornato al suo posto. E i detenuti festeggiano”.

L’articolo di Mario Giordano:

(…) In mezzo venti giorni di ferie, nient’altro. Ferie che poi, guarda caso, sono cascate giuste giuste sulle vacanze di Natale. Quando si dice la fortuna: concluso il meritato riposo sotto l’albero, Giuseppe Mazzeo ha ripreso posto sulla sua poltrona da dove, volendo, potrà concedere tanti altri permessi premio con generosità. Stupratori, assassini ed estorsori mettetevi in fila: è un giorno di festa per tutti i delinquenti. E infatti pare che al carcere di Marassi abbiano accolto la notizia con scene da entusiasmo tipo vittoria ai Mundial. Bisogna capirli: se Mazzeo ha potuto lasciare fuori di cella uno come Salvatore Gaglione, detto il mostro di San Valentino, c’è speranza per tutti.

Quel tipetto là, in effetti, aveva alle spalle: tre omicidi, svariati tentati omicidi, estorsioni, sequestri, rapine, aggressioni, accuse per detenzione di armi, droga e esplosivi, e quattro evasioni ( quattro) tutte maturate durante i permessi premio. E quella sagoma di un direttore del carcere che fa? Ovvio: gli concede un permesso premio.

Così il mostro di san Valentino ha potuto fare cinquina, evviva, evviva, chissà che, di questo passo, non arrivi presto anche la tombola. Che ci volete fare? Il serial killer si diverte un sacco a scorrazzare libero sparacchiando in faccia alla gente e spargendo terrore qua e là. Lo sanno tutti, ovviamente, meno quello che dovrebbe tenerlo in cella, il dottor Mazzeo per l’ap – punto. Che, in effetti, subito dopo l’evasione non ha trovato di meglio che incipriarsi il naso e andare davanti alle telecamere per dire: «Se non concediamo il permesso premio a uno così a chi lo concediamo?». Si capisce: se non si concede il permesso premio a uno con tre omicidi svariati tentati omicidi e quattro evasioni alle spalle, a chi diavolo volete concederlo? Come vedete, l’entusiasmo dei carcerati è comprensibile. Ogni volta che Gaglioneha avutouna licenza,s’è dato alla macchia e ogni volta che s’è dato alla macchia ha combinato guai: una volta ha sequestrato una famigliola, un’altra ha spara- to in faccia a una prostituta col suo cliente, un’altra se l’è presa col metronotte. Ma Mazzeo, poveretto, non era informato del curriculum criminale del soggetto. Proprio non lo conosceva. Ovvio, no? Lo conoscevano tutti, ma lui no.

Lui pensava che il mostro di San Valentino fosse un «semplice rapinatore», così ha dichiarato: magari credeva fosse dentro per aver rubato le caramelle al supermercato o il dentifricio in farmacia. Del resto, si capisce, se uno è direttore del carcere, con tutto quello che ha da fare, mica può informarsi sui suoi detenuti. E dire che il serial killer ha fatto di tutto per farsi riconoscere: durante uno degli ultimi colloqui con il magistrato, per esempio, ha afferrato una piantana e ha cominciato a distruggere mobili e vetri, menando fendenti come un fabbro. Eppure niente, il sagace Mazzeo ha pensato che fosse solo un po’nervoso, chissà magari avrà pensato che avesse preso troppi caffè. «Dategli una camomilla e mandatelo a spasso», avrà ordinato rigoroso come sempre, mentre si tormentava con il suo atroce dubbio: se non si concede il permesso a uno che ha fatto tre omicidi, svariati tentati omicidi, quattro evasioni e che quando il magistrato lo chiama a colloquio glisfascia la stanza davanti agli occhi, ebbene, se non si concede il permesso premio a uno così, a chi lo si può mai concedere? Conoscendo il suo tormento, il ministro Cancellieri ha pensato fosse doveroso annullargli ogni tipo di punizione.

Nessuna sanzione, nessun trasferimento, nessun provvedimento disciplinare. Una buona notizia per il direttore, ovviamente, e per i detenuti di Marassi, che non per nulla avevano protestato e ora si fregano le mani. Ma una buona notizia anche per tutti gli altri direttori di carcere, ispettori, funzionari, magistrati di sorveglianza e tribunali del riesame che dir si voglia: è la certificazione che in Italia non paga mai nessuno. Puoi anche lasciare libero Jack lo Squartatore, puoi nominare Erode capo di un reparto di pediatria o il mostro di Firenze primario di ginecologia, e via, in Italia passa tutto: due settimane di ferie, San Silvestro, Capodanno, l’Epifania che tutte le punizioni si porta via, e ti ridanno la tua bella poltroncina, con tante scuse e magari anche unabella promozione.Aproposito: che ne dite di proporre Mazzeo per una medaglia al valor civile dei carcerati? Scommetto che i poliziotti ne sarebbero felici. L’altro giorno c’è stata una sparatoria a Napoli, alcuni agenti sono rimasti feriti nel tentativo di acciuffare tre banditi ragazzini: due di questi erano evasi, uno di loro proprio grazie a un permesso premio.

Gliel’hanno concesso per Natale, pensando che andasse a fare il presepe vivente alla Santa Messa di mezzanotte. Invece no, pensate: quello, essendo bandito, è andato a rubare, e già che c’era ha pure sparato ai poliziotti, che come è noto non vedono l’ora di prendersi pallottole da persone che dovrebbero stare in carcere e invece scorrazzanolibere perlecittà. Ma che importa? Qualcuno forse si preoccupa di loro? Qualcuno punisce chi sbaglia? Macché: la dimostrazione arriva da Marassi, dove il carcere sembra un albergo a ore, anziché le inferriate pare ci siano le porte girevoli. I serial killer vanno e vengono liberamente. Ma il direttore Mazzeo può andare in tv a dire che lui non ne sapeva nulla, e resta impunito: si fa le sue due belle settimane di ferie (sciata in montagna? O gita a Sharm?) e poi torna sulla sua adorata poltroncina, come se nulla fosse, dichiarando anzi di avere «tantissimi progetti». Tantissimi progetti? Davvero? Di fronte a un simile annuncio, i detenuti soddisfatti hanno immediatamente sospeso lo sciopero della fame. Avranno prenotato una cena in centro città.