Libero: “Strane inchieste e curve chiuse. Così si uccide il calcio italiano”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 18 Dicembre 2013 9:31 | Ultimo aggiornamento: 18 Dicembre 2013 9:32
Indagato Gattuso. Trucchi pure sul mondiale? Strane inchieste e curve chiuse Così si uccide il calcio italiano

Questura di Cremona ,conferenza stampa per le nuove indagini e nuovi arresti (LaPresse)

ROMA – “Buu, botte, bimbi cattivi. Così si uccide il calcio”. Questo il titolo dell’articolo su Libero a firma di Fabrizio Biasin:

A questo punto, cari lettori, diteci voi che senso ha. Cioè, a noi il calcio piaceva perché era un ottimo motivo per crollare sul divano dopo il micidiale pranzo della domenica. Ora invece no, perché la domenica, dopo pranzo, al massimo ti vedi Sassuolo-Catania (con tutto il rispetto) e le altre partite sono al venerdì sera, al sabato pomeriggio, all’ora della messa nel giorno di festa, perfino al lunedì.

E il punto è che il problema non è neppure questo, il problema è che quest’anno – in ordine sparso – «il calcio» in Italia è stato: bambini che dicono «merda» quando il portiere avversario rinvia; giocatori che si fingono moribondi per far sospendere una partita altrimenti gli ultrà li vanno a prendere a casa; buu variegati a giocatori più o meno di colore; videomessaggi di bomber di periferia (leggi Felice Evacuo) che chiedono scusa ai propri supporter per aver salutato la curva avversaria (col presidente di turno che se la fa sotto e dice «il giocatore chiarirà alla curva…»; tesserati che scommettono, ma forse non è vero; tesserati che truccano, ma forse non è vero; ex tesserati che hanno pucciato la mano nel barattolo della marmellata, ma forse non è vero; residui di Calciopoli per la serie «sette anni dopo, la giustizia ordinaria si degna di darci responsi. Più o meno»; tifosi all’estero che finiscono in carcere « perché all’estero non si scherza»; insulti alle rispettive città che una volta erano consentiti e ora sono «discriminazione territoriale » e – diretta conseguenza – stadi che somigliano sempre di più a puzzle.

E una volta ti chiudo tutto l’impianto, e quella dopo ti sospendo con la condizionale, e quella dopo ancora chiudo la curva per un turno, anzi due che fa più effetto. E pazienza se una marea di poveri diavoli ha comprato l’abbonamento con l’illusione dell’equazione «calcio = 22 cristiani che corrono dietro a un pallone»; pazienza se questi non hanno fatto male a nessuno ma lo stesso domenica non si vedranno il derby; pazienza se la gente si sta rompendo assai i cosiddetti e svuota sempre di più i residui della Seconda Guerra Mondiale che noi chiamiamo stadi; pazienza se un giorno arriva l’americano e quello dopo l’indonesiano, e domani forse l’arabo, il russo, l’imprenditore con il grano che dà speranza e solo quella (…)