Libia, Il Giornale: “Con i marò cercando terroristi Isis”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Dicembre 2015 12:17 | Ultimo aggiornamento: 3 Dicembre 2015 12:17
Il porto di Misurata (foto Ansa)

Il porto di Misurata (foto Ansa)

ROMA – La fregata Fasan è in missione davanti alle coste di Misurata, in Libia, per controllare le mosse dei jihadisti e difendere le piattaforme Eni al largo di Sabratha. “Navighiamo, scrive l’inviato del GiornaleGian Micalessin, 20 miglia al largo dalle coste libiche di Misurata e davanti a noi può veramente esserci di tutto. Lo Stato Islamico, insediatosi nell’ottobre del 2014 intorno a Derna, nelle zone orientali della Cirenaica, ha conquistato tra gennaio e febbraio la zona di Sirte”.

“Il rischio – spiega il comandante della missione Mare Sicuro, il contrammiraglio Paolo Pezzutti – è sempre quello di un attacco asimmetrico. Quel peschereccio senza bandiera di cui non conosciamo la sagoma e di cui non abbiamo registrato la presenza in precedenza può avere a bordo armi e terroristi. E magari attaccare noi o i pescherecci italiani in questa zona. Per questo dobbiamo sapere che bandiera batte e cosa fa”.

“La nostra – spiega il contrammiraglio Pezzutti – è un’operazione militare a difesa degli interessi nazionali con caratteristiche diverse da quelle del soccorso ai migranti. In caso di necessità partecipiamo alle operazioni di salvataggio e forniamo la cornice di sicurezza a Guardia Costiera e navi civili, ma le nostre finalità sono diverse. Siamo qui per proteggere le piattaforme Eni al largo di Sabratha, prevenire sequestri o attacchi ai danni dei pescherecci italiani, fronteggiare eventuali minacce terroristiche al traffico marittimo e vigilare su contrabbando e traffici illeciti di armi”.

“Se non issano la bandiera e non rispondono via radio – spiega il  comandante della Fasan Giancarlo Ciappina – si ritroveranno a bordo i fucilieri. Se invece s’identificano adeguandosi alle regole di navigazione in acque internazionali – spiega il comandante Ciappina – potremo solo arrivargli sottobordo e convincerli a farci salire. In pratica potremo solo tentare un abbordaggio amichevole per capire chi sono e cosa fanno”.