Libia, Libero: “Colpe anche a destra. Il peggiore fu Frattini”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 febbraio 2015 8:29 | Ultimo aggiornamento: 23 febbraio 2015 8:29
Libia, Libero: "Colpe anche a destra. Il peggiore fu Frattini"

Libia, Libero: “Colpe anche a destra. Il peggiore fu Frattini”

ROMA – “Ora che si profila una guerra al Califfato libico – con possibili morti tra i nostri – sarà bene fare chiarezza su chi li avrà sulla coscienza – scrive Giancarlo Perna di Libero – Siamo tutti d’accordo, mi pare, che la situazione è degenerata con le false primavere arabe e, nel caso libico, con la caduta di Gheddafi. Pacifico anche che la fine violenta del rais va attribuita al francese Sarkozy, agli inglesi e al Nobel per la pace, Obama”.

L’articolo di Giancarlo Perna: Il ruolo dell’Italia è stato minore ma il più masochistico. Combattendo Gheddafi ci demmo la zappa sui piedi poiché, grazie a lui, avevamo in Libia una posizione privilegiata a cominciare dagli interessi energetici. Col rais stipulammo nel 2009 un trattato di amicizia che, seppellendo i rancori coloniali, ci aveva dato lucrosi appalti e l’accordo sul freno alle immigrazioni dalle coste libiche verso Lampedusa. Infilandoci, anziché opporci, nel raid del 2011, perdemmo allora i nostri vantaggi e rischiamo oggi la guerra. Due giorni fa, Massimo de’ Manzoni ha detto benissimo che, se siamo a questo punto, molto ricade sulla sinistra politica e giornalistica nostrana. Costoro, appena fiutano moti popolari, si schierano automaticamente con gli insorti. Alla testa degli eccitati si mise addirittura Giorgio Napolitano per il riflesso pavloviano tipico degli ex comunisti: appannare le proprie origini col pronto allineamento alle posizioni Usa. Detto tutto questo, ricordo però che anche il centrodestra fu della partita. Ha, anzi, maggiori responsabilità poiché il governo era il suo. Protagonista di quei sette mesi – marzo 2011 (inizio dell’offensiva alleata), 21 ottobre (grassazione del rais) – è stato il ministro degli Esteri, Franco Frattini. Fu il motore dell’impegno bellico italiano, l’anima nera di Silvio Berlusconi, il ventriloquo di Napolitano. Tutti sanno che Berlusconi ha perseguito per anni rapporti di buon vicinato con Gheddafi. A realizzarne il desiderio è stata la Farnesina guidata da Frattini. Fu lui a ricevere, il 29 agosto 2010, il rais a Ciampino con un picchetto d’onore, dicendo: «Gheddafi è un leader importante per tutto il Medio Oriente». Gelò le opposizioni, che rumoreggiavano per l’accoglienza, definendole: «Gente che non conosce né la politica estera, né gli interessi dell’Italia». (…) Insomma, demonizzò il Colonnello per farsi bello con noi. Questo è Frattini (…).