Libia, quando a Renzi fu chiesto di affidare a Prodi la mediazione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 15 febbraio 2015 13:05 | Ultimo aggiornamento: 15 febbraio 2015 13:05
Matteo Renzi (foto Lapresse)

Matteo Renzi (foto Lapresse)

ROMA – “Nelle ultime 48 ore – scrive Fabio Martini del Secolo XIX – l’Italia ha imperiosamente alzato il vessillo della «liberazione» della Libia dalla minaccia del Califfato, una svolta autentica, perché nei mesi scorsi palazzo Chigi aveva assunto un atteggiamento improntato ad un complessivo «understatement» su tutta questa vicenda.

In particolare, quando erano giunti dalla stessa Libia due significativi appelli: l’estate scorsa, due lettere (del primo ministro libico e di uno dei capi clan in lotta) erano state indirizzate a Matteo Renzi, convergenti nel richiedere con toni accorati all’Italia di attivarsi, per affidare un ruolo di mediazione all’unica personalità riconosciuta come autorevole dalle fazioni in conflitto: Romano Prodi.

Una richiesta che non si è mai concretizzata, ma che potrebbe avere ancora una sua attualità, considerato che alcune delle parti impegnate nel conflitto non hanno cambiato opinione. Le lettere risalgono al mese di agosto del 2014. In Libia la situazione stava iniziando a degenerare, ma c’erano ancora spazi per una mediazione.